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Mediazione sul Salva Potenza
Quattro anni per il riequilibrio

Basilicata

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POTENZA - La mediazione è della senatrice Magda Zenoni (Pd): 4 anni per riequilibrare il bilancio invece che 5 come proposto da Margiotta e Viceconte. Per il capoluogo lucano sarebbe la salvezza perché tanti in effetti ne basterebbero col contributi finanziario della Regione. Ma il Governo formalmente non ha ancora sciolto la sua riserva, e si saprà non prima di questa mattina.
«Accantonato al fine di verificare l’entità del termine da assegnare».

Il destino del “salva Potenza” è affidato a queste parole annotate nel verbale delle seduta di ieri mattina della commissione Bilancio del Senato dove sono iniziate le votazioni degli emendamenti alla legge di conversione del decreto enti locali.

Alla proposta della senatrice Zenoni hanno replicato soltanto la collega Elisa Bulgarelli del Movimento 5 stello che ha chiesto al Governo «di fornire chiarimenti circa l’entità dei comuni che beneficerebbero della norma proposta».
Il potentino Salvatore Margiotta, aggregato in commissione bilancio su sua espressa richiesta, vista l’importanza della questione, ha benedetto la «riformulazione» dell’emendamento a sua firma. Ma a smorzare gli entusiasmi c’ha pensato ancora una volta un sottosegretario, Gianclaudio Bressa (Pd), “reggente” di fatto degli Affari regionali dopo le dimissioni di Maria Carmela Lanzetta, nonostante l’interim - perdurante - del premier Matteo Renzi.
Bressa ha usato parole sibilline giudicando «possibile un accantonamento dell’emendamento» spalma-debiti «al fine di verificare l’entità del termine da assegnare». D’altronde l’emendamento ha per oggetto proprio un termine che dai 3 anni concessi dalla normativa attuale andrebbe esteso a 4 o a 5. Dunque una riserva piena proprio nel merito della questione, che non anticipa nulla sull’orientamento che l’esecutivo intende assumere.

Qualcuno si spinge oltre e sostiene che da Palazzo Chigi ci sarebbe ancora una certa resistenza nella persona del Ministro per le riforme Maria Elena Boschi, che è come dire il premier in persona. Riproducendo lo schema che già al momento della presentazione del decreto ha portato alla “scomparsa” dello spalma-debiti dalle bozze che circolavano nelle ore immediatamente precendenti.

I retroscena parlano di uno sgarbo indirizzato più all’ex capogruppo dem Roberto Speranza, che al viceministro Filippo Bubbico, ideatore del “Salva Potenza” annunciato in Consiglio comunale agli inizi di giugno. Ma da allora di acqua ne è passata sotto i ponti, e anche se gli ultimi affondi del potentino Speranza non sono stati teneri, i buoni uffici di un renziano come Margiotta e di un governatore “amico” come Pittella potrebbero aver aperto una breccia.

Dopo il passaggio in commissione, la legge di conversione del decreto enti locali dovrebbe arrivare in aula a stretto giro. Per poi tornare alla Camera e di nuovo in Senato dove è atteso entro il 20 di agosto.

Il 10 agosto, invece, dovrebbe scadere il termine concesso dal prefetto di Potenza al Comune per presentare un bilancio riequilibrato e in regola. E per quella data senza il visto di almeno una delle due Camere è difficile pensare a un ulteriore rinvio del commissariamento.

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