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«Altro che Europa, qui si va in Africa»
Il consigliere Iacovone (Pd) sulla macchina comunale

Basilicata

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MATERA - Il suo è, in fondo, un atteggiamento ecumenico. La collaborazione, pur nel rispetto di posizioni diverse, può e deve essere alla base di un proficuo lavoro per la città.

Il consigliere Pietro Iacovone, già assessore all’epoca del sindaco Michele Porcari, siede oggi negli scranni della minoranza e durante lo scorso consiglio comunale ha sollevato il tema dei doppioni di competenze e dello slabbramento del numero degli assessori.

Iacovone, però, è anche il consigliere che ha chiesto, in modo più convinto che il lavoro del consiglio comunale si muova nella stessa direzione, scevro da ogni distanza partitica.

«Se non si interviene sulla macchina comunale, anzichè andare in Europa, Matera rischia di finire in Africa - dice.
Iacovone, però, sottolinea un aspetto che nel contesto più complessivo dell’operatività amministrativa potrebbe non essere marginale.

«Quando parlo della tenuta non omogenea della coalizione e della necessità di ognuno di dover piazzare la propria bandierina, per avere certezza della propria presenza in giunta e, al tempo stesso , l’impossibilità di garantirla a tutti, lascia presagire che alla base di tutto ci sia uno scollamento. Ci chiedevamo - prosegue - quale fosse il collante che teneva unita questa coalizione ma credo che fosse legato alla sconfitta di salvatore Adduce. Conseguita la vittoria, anche le buone intenzioni sul bene comune, sul rispetto della scelta di rendere De Ruggieri autonomo nelle sue scelte, non sono state realizzate. Ascolto sempre il sindaco e, come ha fatto in campagna elettorale e nei consiglio comunali, ha confermato di voler portare Matera in ambito europeo. Tutto questo, però, deve essere trasformato in fatti concreti. Se esaminiamo però ciò che accaduto finora, non siamo proprio partiti, anzi rischiamo di essere ancora più distanti del mondo europeo che viaggia a un’altra velocità». Iacovone sottolinea dunque la necessità di «Assicurare alla città standard elevati, omologati ai parametri europei. Per fare tutto questo, però, il caposaldo fondamentale è avere una buona amministrazione».

A condizione che ci si incontri a metà strada, che maggioranza e opposizione trovino strade comuni. «Ho voluto partecipare a questo consiglio comunale per dare il mio contributo, pur in minoranza, e non voglio che questa diventi una delle tante occasioni perse. Anche gli altri componenti della minoranza sono sulle mie stesse posizioni - conferma - Se non c’è coesione da parte della maggioranza, come esamineranno con attenzione le proposte della minoranza? Le scelte dovranno essere indirizzate al bene della comunità, al miglioramento delle condizioni di vita della nostra comunità, alla capacità di portare Matera in Europa».

E sulle competenze specifiche chiarisce, la necessità di «Porre maggiore attenzione rispetto all’attribuzione di competenze specifiche perchè si sappia chi è il soggetto che ha l’onere di seguire l’indirizzo politico, che ragiona con al struttura comunale e da’ concretezza all’agire quotidiano. Il caso-giunta è avvenuto in modo pasticciato, come l’attribuzione delle deleghe con sovrapposizioni». Accade ad esempio con settori come il turismo e l’innovazione, ma anche in altri casi.

«Ci sarà solo chi si occuperà di dare indirizzi e chi, invece, attuerà il progetto? - si chiede ancora - Ci hanno riflettuto? Hanno fatto attenzione a questi aspetti, o sono stati presi dalla foga? Non possiamo pensare che gli assessori siano liberi professionisti che svolgono il loro compitino, avulsi da ogni contesto o conseguenza. Si rapportano con strutture comunale che devono dare concretezza alle scelte, ma se quella struttura risponde ad un altro assessore, come fa questo ad incidere sulle materie di propria competenza? Questa superficialità avrebbe potuto essere evitata, così come questo numero alto di assessori anche per un risparmio economico». E sull’ipotesi di assessori tecnici, segnala: «Da Minieri in poi, tutti hanno cercato di coinvolgere personalità di rilievo, ma nessuno ci è riuscito perchè il compenso non è eccezionale. Ripercorrere quella strada come se fosse la prima volta, dimostra poca attenzione».

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