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Legambiente: sono in Calabria le scuole più a rischio
per terremoti e frane. E gli investimenti sono scarsi

Calabria

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CALABRIA ancora ultima della classe in materia di qualità dell’edilizia scolastica, con scarsi investimenti in istruzione e formazione e situazioni di emergenza per quanto concerne il rischio sismico e idrogeologico. È quanto emerge dal tredicesimo rapporto Ecosistema scuola di Legambiente.   «Un primo elemento – è scritto nel rapporto – emerge su tutti: la necessità di investimenti in sicurezza, sostenibilità ed efficienza energetica per assicurare ai bambini e ai ragazzi un ambiente di studio e di crescita socio-culturale innanzitutto sicuro, ma anche bello e funzionale. Nonostante qualche dato positivo, come la forte riduzione della percentuale di istituti che necessitano di manutenzione urgente, passata dal 61,16% nel 2009 al 30,49% nel 2011 (anno a cui si riferiscono i dati del rapporto) rimane preoccupante soprattutto il dato della verifica della vulnerabilità sismica, effettuato solo sul 19,35% degli edifici scolastici, mentre, nonostante il dato positivo della relativa "giovane età" del 16,55% degli edifici che risultano costruiti tra il 1991 e il 2011 (percentuale più alta della media nazione che si attesta al 7%), nessun edificio in Calabria risulta rispondente ai criteri della bioedilizia e, soprattutto, solo lo 0,75% risulta costruito secondo criteri antisismici».   

«La messa in sicurezza degli edifici dal punto di vista del rischio sismico – afferma il presidente di Legambiente Calabria, Francesco Falcone è un tema da noi più volte sollevato perchè edifici fatiscenti o insicuri costituiscono un elemento di forte criticità, a fronte dell’elevato numero di persone che ospitano, nell’eventualità di un evento sismico o idraulico. La sicurezza dei nostri figli e del personale che opera nelle scuole dovrebbe essere messa al primo posto, ma non è ancora così. Sono ancora troppi gli edifici che sorgono in zone a rischio idrogeologico, spesso in prossimità di torrenti, e in diverse occasioni si è sfiorato il dramma».

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