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Morto a Lamezia Carlo Rambaldi, era il papà di Et

Calabria

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CATANZARO – E' morto Carlo Rambaldi, tre volte Premio Oscar per gli effetti speciali di King Kong, Alien e Et. Rambaldi, che aveva 86 anni ed era nato il 15 settembre 1925 a Vigarano Mainarda (Ferrara), è morto a Lamezia Terme, dove viveva. Lo ha reso noto Mario Caligiuri, assessore alla cultura della Regione Calabria.

E a Lamezia, alle 16 di sabato 11 agosto, si svolgeranno i funerali in forma privata, nella chiesa del Rosario. A officiare il rito sarà il parroco don Natale Colafati, direttore dello Istituto Teologico Calabro San Pio X di Catanzaro.

Era molteplice il legame con la Calabria del mago degli effetti speciali era molteplice: la moglie Bruna è originaria deel Crotonese e la figlia Daniele vive a Lamezia Terme. Nel 2008 il comune di Altomonte gli aveva conferito la cittadinanza onoraria e proprio nel giugno scorso anche a Lamezia si era discusso dell'eventualità di concedergli le chiavi della città in cui Rambaldi viveva ormai da dieci anni. A Diamante, invece, quattro anni fa gli venne dedicato un gelato: lo chiamarono Et. 

EFFETTI DIGITALI E ODIO PER IL DIGITALE - Pittore e scultore, incline all'iperrealismo, attento studioso del mondo degli animali e delle applicazioni di meccatronica, le applicazioni tecniche date dall'unione di meccanica e di elettronica. 

GUARDA IL VIDEO: ECCO IL SUO LABORATORIO NEGLI ANNI '70

Laureatosi all'Accademia di belle arti di Bologna, inizia a frequentare l'ambiente del cinema nel 1956 quando realizza il drago Fafner, lungo ben 16 metri, per il film “Sigfrido” diretto da Giacomo Gentilomo e continua a lavorare per pellicole italiane rimaste nella storia del cinema come “La grande abbuffata” di Marco Ferreri, “l'Odissea” e “Profondo Rosso”, film in cui ha creato una città da incubo. Suo anche l'aspide di “Cleopatra” (1963) di J. L. Mankiewicz come vari personaggi del cinema horror, quali “Frankenstein” e “Dracula”. 

Ha lavorato con i migliori registi italiani e stranieri tra i quali Mario Monicelli, Pier Paolo Pasolini, Dario Argento e in America, nel suo celeberrimo laboratorio di Los Angeles, ha creato il gorilla di “King Kong” (1976) di John Guillermin e le creature aliene di “Incontri ravvicinati del Terzo Tipo” (1977) e “E.T., l'extraterrestre”, entrambi diretti da Steven Spielberg, la piovra di “Alien” (1979) di Ridley Scott o ancora i vermi giganti di “Dune” (1984) di David Lynch. Recentemente ha creato per il musical “La Divina Commedia”.  Sull'odio dell’artista per i digitale, Rambaldi che è stato il rappresentante di quell'Italia artigiana del cinema che non ha mai mancato di vincere agli Oscar più di ogni altra categoria del nostro cinema, diceva: «il digitale costa circa otto volte più della meccatronica. E.T. è costato un milione di dollari, l’abbiamo realizzato in tre mesi. Nel film ci sono circa 120 inquadrature. Se noi volessimo realizzare la stessa cosa con il computer ci vorrebbero almeno 200 persone per un minimo di cinque mesi».

 

 

 

 

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