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Il presidente della Regione non si sbilancia sui contenuti del piano di razionalizzazione della sanità. Il giorno dopo la maxiinchiesta sull’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia e l’ennesima minaccia di morte, Loiero preferisce soffermarsi sul quadro generale e sulle macroscopiche anomalie del sistema Calabria. Le decisioni a tal riguardo, semmai, saranno prese al tavolo di tutta la maggioranza convocato in serata a Catanzaro. Il dato di partenza per il governatore è il deficit accumulato dal 1999 al 2006 di circa due miliardi di euro che potrebbe portare al commissariamento della Regione da parte del governo nazionale. Proprio per evitare ciò, la Regione vuole intervenire spontaneamente con un piano di razionalizzazione della spesa e contenimento dei costi. Non è escluso che il Piano sanitario possa subire modifiche proprio in relazione del piano di rientro. Per dare l’idea del quadro disastrato della sanità calabrese Loiero fornisce alcuni dati: << Il personale infermieristico è cresciuto dello 0,46% in Italia, mentre in Calabria del 10,49%, quello amministrativo del 16,44, in Calabria del 31,26%. Intendiamo reagire a questa situazione che abbiamo ereditato mettendoci a norma >>. Difficile, a questo punto, capire come, visto che Loiero non si spinge neanche a ipotizzare la chiusura di due ospedali. L’assessore Spaziante individua due possibili fronti d’azione: quello della patologia del funzionamento del sistema e quello del datO strutturale. Per quanto riguarda i tagli, alcuni sono già in atto, altri sono previsti col piano sanitario regionale. Tra le misure in arrivo, anche il rafforzamento di organico del dipartimento della Salute. Impossibile, comunque, non pensare al sequestro dei tre reparti dell’ospedale Jazzolino di Vibo, dove, entro trenta giorni, dovranno essere realizzati gli interventi per mettere a norma la struttura.

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