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Un protocollo d’intesa per il centro di prima accoglienza. Il patto tra Comune,
Prefettura e Provincia è siglato. L’obiettivo è uno: creare strutture di supporto per il più grande “rifugio per immigrati” che esista in Europa. Basti pensare che da qui sono passati 73mila persone e 48 etnie, che, dall’inizio dell’anno ad oggi, sono arrivati 5500 stranieri. Il patto ha come finalità quello di disporre
il distacco del personale di Comune e Provincia presso la struttura. E non solo. Gli enti potranno anche ricorrere a professionalità esterne per incarichi specialistici. Inoltre la Prefettura aderisce alla Stazione Unica Appaltante, operante presso la Provincia, per i bandi relativi a lavori da eseguirsi presso i centri, riservandosi la possibilità di avvalersi della struttura anche per diverse
tipologie di servizi e lavori. Il prefetto Luigi Varratta ieri ha spiegato le attività del Cpa e del Cara e ha rassicurato: «La tendopoli, che è stata tirata su quest’estate, sarà smantellata – dice – il nostro scopo è quello di fare in modo che il servizio per gli immigrati sia sempre più efficiente». Lo sforzo della Prefettura è anche quello di portare avanti la cultura della tolleranza. Di considerare il centro una ricchezza. Un modo per imparare dagli altri. Per conoscere. E non è facile. Fondamentale di certo è anche la collaborazione tra
gli enti. Lo ribadisce il presidente della Provincia, Sergio Iritale (nella foto) che, ieri appunto,insieme al sindaco Peppino Vallone, ha firmato il protocollo d’intesa. Ed è sulla stessa linea naturalmente anche il primo cittadino di Crotone. Fuori dagli uffici della prefettura, Carolina Girasole, primo cittadino di Isola Capo Rizzuto – dove risiede il centro – sottolinea che lei non è stata invitata a quel tavolo.

Andreana Illiano

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