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Le maldicenze e le chiacchiare di paese spesso creano problemi. Commenti, occhiatine e risolini. Il giudizio, quello superficiale di chi non conosce i fatti, quindi, spadroneggia. Questo è il caso di Eugenia, di Rogliano, nel Cosentino, e di Oreste, compagno attuale della donna, ormai alle prese con un “dramma” vissuto pubblicamente. I loro concittadini, infatti, hanno esasperato la signora al punto che, questa, ha scritto loro una lettera aperta invitandoli a non giudicare e lasciarla vivere in pace.
Uno sfogo, il suo, sentito e addolarato che ha trovato piena condivisione da parte del compagno: anch’egli, a mezzo stampa, le ha dato manforte.
«Si sono inventati di tutto anche su di me: che avevo fatto una “fuitina” con una donna di un paese vicino perchè era incinta, che ho chiuso il negozio per andare a Cuba, che sono un donnaiolo».
«Qui – spiega l’uomo riferendosi alla cittadina di Rogliano – la gente va a mettere naso nella vita privata delle persone e ne parla in piazza. Ma soprattutto si inventano cose non vere. Purtroppo non abbiamo neanche potuto fare querele perchè nessuno ci viene a dire le cose in faccia; parlano alle spalle. Qualcuno, invece, ha scelto la parte debole, la madre di Eugenia, per andare a fare commenti».
«Tutto questo – aggiunge – fa male. Nessuno può giudicare per le scelte personali di un altro. La mia scelta di separarmi è maturata negli anni. Adesso in giro si dice che sono andato a Cuba perchè ho chiuso l’attività di fotografo. Il fatto è che era intestata a mia moglie ed ho dovuto chiudere per riaprire intestandola a me ed adesso sono in corso lavori di ristrutturazione. E pensare che nel corso della mia attività di fotografo mi sono imbattuto in tanti casi di roglianesi che tradivano i coniugi e non ho mai detto niente».
«Se Eugenia ha scritto quella lettera – conclude Oreste – è perchè adesso ha anche timore ad uscire in paese».

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