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Tre militari dell’Arma dei carabinieri e due dipendenti dell’Anas sono stati rinviati a giudizio, oggi, per rispondere della morte dell’appuntato Luigi Mirante, 41enne originario di Simeri Crichi (Catanzaro), rimasto ucciso il 9 maggio del 2006 per un incidente avvenuto sul raccordo autostradale Terni-Orte attorno alle 9.30 mentre era in corso un violento temporale. Il militare era alla guida di un mezzo di proprietà dell’Arma, impegnato in un servizio logistico in Umbria nell’ambito del quale doveva ritirare delle armi da uno stabilimento vicino Terni, quando il furgone improvvisamente sbandò, andando ad urtare violentemente e più volte contro le reti metalliche ai lati della carreggiata, e fermandosi in bilico su un precipizio dopo aver divelto una rete di protezione. Il 41enne sottoufficiale, sposato e padre di due figli, uno di 18 anni ed una ragazza di 15, rimase ucciso sul colpo, mentre rimase ferito in maniera non grave il commilitone che viaggiava con lui, Danilo Smorfa, di 39 anni, anch’egli catanzarese e in organico al Comando della Regione Calabria. Su quel tragico incidente fu avviata un’indagine dalla Procura di Terni, terminata con una richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pm, Raffaella Gammarota, la quale ha concluso ritenendo che il mezzo su cui i carabinieri viaggiavano non fosse sicuro, per via delle condizioni delle gomme posteriori, così come pessime sarebbero state le condizioni della strada percorsa. Di qui il coinvolgimento nelle indagini anzitutto dei superiori di Mirante, chiamati in causa anche per via della «gerarchia». Si tratta del comandante pro tempore del Reparto, Giuseppe Cocilovo, e di Egidio Tricarico, in qualità di capo officina, e Giovanni Falese, responsabile al tempo del servizio autorimessa, scagionato in fase di indagini, invece, il comandante pro tempore del Comando Regione. Coinvolti, inoltre, Marco De Paolis, all’epoca dei fatti capo del centro Anas di Perugia, e Augusto Martelli, capo cantoniere sorvegliante di Perugia (prosciolto Ardelio Nulli Smuraglia, capo nucleo Anas del capoluogo umbro). Per tutti l’ipotesi è di omicidio colposo in relazione alle norme per la sicurezza sul lavoro. Dopo il rinvio a giudizio disposto dal giudice dell’udienza preliminare di Terni, Panariello, il processo inizierà il 13 maggio 2010 (i familiari del militare deceduto parteciperanno come parti civili, assistiti dall’avvocato Piero Mancuso).

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