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L’Aiop ha presentato oggi a Lamezia Terme il dossier «Analisi dell’attività ospedaliera in Calabria-Confronto Ospedali Case di Cura», a pochi giorni dalle linee programmatiche per il settore illustrate dal presidente della Regione Giuseppe Scopelliti. Nel documento, una elaborazione realizzata dall’associazione dell’ospedalità privata su dati forniti dalla Regione, si conferma la criticità dei disavanzi degli ospedali calabresi.
Un primo esempio è rappresentato dall’ospedale di Taurianova, che ha 29 posti letto e 149 dipendenti di personale sanitario, nel 2008 ha speso 9 milioni 950 mila euro per un totale di prestazioni che non ha superato il milione 595 mila euro, con una percentuale di inefficienza del 523,8%.
Caso simile nell’ospedale di Oppido Mamertina dove i dipendenti di personale sanitario sono 94 e 20 i posti letto, si spendono nello stesso anno 8 milioni 685 mila euro ottenendo prestazioni del valore di 1 milione 496 mila e una percentuale di inefficienza inchiodata al 480,5%.
Anche per l’ospedale di Chiaravalle, nel catanzarese, si spendono 12 milioni 700 mila euro a fronte di prestazioni per 2 milioni 365 mila euro con 163 dipendenti di personale sanitario e 38 posti letto.
Il dossier ricostruisce, raffrontandola con il privato, la geografia del deficit degli ospedali pubblici (37 nella regione) con 5.544 posti letto di cui 3.245 a gestione diretta e 2.229 delle aziende ospedaliere, 117 del polo oncologico e 62 dell’Irccs per un totale di 321.133 prestazioni erogate. Il costo del pubblico è di 1 miliardo 307 milioni di euro con un’incidenza sulla spesa sanitaria pari al 40%. A fronte di questo le strutture private accreditate Aiop sono 32 case di cura con una dotazione di posti letto pari a 2.519 di cui 1.764 per acuti e 755 per riabilitazione e lungodegenza.
Le prestazioni erogate, controllate e validate nel privato ammontano a 75.212 per un costo di 213 milioni e un’incidenza sulla spesa sanitaria del 6,44%. Lo studio dell’Aiop fa riferimento ai dati che provengono dagli indicatori dell’assistenza sanitaria: le schede di dimissione ospedaliera compilate dai medici e i Drg (Raggruppamenti omogenei di diagnosi) che contengono i dati relativi ai costi sostenuti dalle strutture per l’assistenza e la cura. Dall’esame delle tabelle viene fuori la differenza tra la produzione del privato messa a confronto con quella delle strutture pubbliche. I Drg nel privato sono molto più alti che nelle strutture pubbliche.
Ad esempio a Paola l’ospedale a fronte di 6.304 con una spesa di 9 milioni 970 mila euro e un valore medio di Drg pari a 1.652,30 mentre, nella stessa realtà, la Clinica Tricarico con 6.380 casi ha una produzione pari a 19.158 mila euro e un Drg pari a 3.002,94.
Dal dossier per quanto riguarda il confronto tra la Calabria e l’Italia si mette in evidenza l’indicatore di complessità denominato ‘peso mediò che è rappresentativo della complessità dei ricoveri. Dal dato emerge un valore più basso rispetto alla media nazionale: il peso medio regionale degli ospedali pubblici, infatti, è pari allo 0,98 in Calabria mentre la media nazionale è di 1,16 (anno 2007).
La differenza tra pubblico e privato, come riportano i contenuti dello studio, viene fuori in maniera evidente dal momento che, per il privato, si ha un valore di 1,07 in Calabria, in confronto ad una media nazionale di 1,18. Il dato dimostra che in Calabria, a fronte di una spesa sanitaria molto alta, la complessità dei ricoveri e quindi i servizi offerti, è più bassa per gli ospedali pubblici mentre il servizio migliora nelle strutture private. Dal dossier emerge, infine, che a fronte del valore delle prestazioni erogate nel 2008 pari a 213 milioni 548 mila euro per le strutture private, il costo effettivo delle prestazioni per i cittadini calabresi è stato di 195 milioni. Il taglio imposto, per somme non pagate, è secondo quanto documenta l’Aiop, di 18 milioni 500 mila euro.

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