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DI Basilicata coast to coast non si potrà parlare per chissà quanto
tempo ancora. Il ponte che cede sulla Basentana e divide letteralmente
in due la regione è destinato ad essere tristemente il simbolo
dell¹apocalisse che si è abbattuta nel materano. La pioggia che batte da
24 ore filate non fa sconti. Cede un pilone al chilometro 407, nei
pressi di Tricarico, e il viadotto si abbassa di due metri. Si ripiega
su se stesso formando una curva spaventosa. L¹Anas dispone
immediatamente la chiusura delle due carreggiate, per fortuna ­ panico a
parte ­ nessun automobilista resta coinvolto. Col crollo di quel ponte a
18 campate costruito con i fondi della Cassa del Mezzogiorno, la
Basilicata è ufficialmente divisa in due. Sì perché intanto saltano pure
i collegamenti ferroviari sulla tratta Metaponto-Potenza, dopo che viene
disposta la chiusura della tratta Salandra-Ferrandina. Una pioggia fitta
e battente produce detriti, fango, frane, esondazioni, danni
incalcolabili per le campagne che avevano da poco iniziato la
coltivazione delle fragole, ma per fortuna ­ o per miracolo ­ nessuna
vittima. Protezione civile, carabinieri, polizia, vigili del fuoco,
vigili urbani, tutte le forze dell¹ordine sono in all¹erta per liberare
auto e trattori, camion e persone da melma e fango. Quattro i fiumi
usciti dai propri alvei. Decine e decine le aree rurali inibite al
traffico e dunque isolate dal resto del mondo. A Ferrandina la pioggia è
venuta giù per un giorno di fila, senza mai fermarsi. Sono saltate le
linee telefoniche e le reti mobili. Di evacuazioni di famiglie bloccate
dal fango dell¹esondazione dell¹Agri raccontano le cronache di
Montalbano Jonico, mentre a Policoro viene chiusa la complanare alla
foce del Sinni. Straripa il Basento e si porta via tutta Pisticci:
cadono cento millimetri di pioggia, ovvero un quinto di quanto previsto
per un anno intero. Cadono alberi, si staccano costoni di montagna e
invadono le circonvallazioni. A Tinchi una famiglia combatte con due
metri d¹acqua al di fuori della porta di casa, mentre a Marconia la
circolazione va in tilt perché per strada non si vede più l¹asfalto. A
Matera il sindaco convoca un summit per definire l¹entità dei danni in
città: diecimila euro saranno investiti solo per riparare le buche sulle
strade cittadine. Il sindaco di Potenza e presidente regionale Anci Vito
Santarsiero denuncia che in regione i collegamenti «sono da terzo mondo»
e invoca l¹aiuto del governo. L¹assessore Rosa Gentile intanto catalizza
la conta dei danni e si prepara a chiedere lo stato di calamità
naturale. Nelle ore tragiche in cui contadini e famiglie sono alle prese
con disastri di incalcolabile valore, c¹è spazio anche per una storia a
lieto fine. Due vigili di Matera a bordo di una 4×4 salvano due donne
bloccate in auto con i figli e aiutano sette insegnanti ad uscire da un
istituto allagato dentro il quale la pioggia di questo brutto giorno le
aveva sequestrate.

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