X
<
>

Condividi:

MARATEA – “E’ bene ricordare che qualsiasi intervento di sistemazione, per quanto imponente, non sarà mai in grado di annullare il rischio, ma dovrà almeno mitigarlo”.
Inizia con le parole dei ricercatori del Politecnico di Milano, l’ultimo documento inviato dall’associazione “Non staremo più a guardare” agli Enti coinvolti nella gestione e manutenzione della strada statale 18 Tirrena Inferiore. Una strada programmata agli inizi del Novecento, nella consapevolezza dei rischi presenti, ma anche della convinzione che avrebbe risolto l’isolamento del territorio e avviato un considerevole progresso.
“Dal settembre 1998 però non è più così – spiegano nel documento – Da allora la strada è aperta a singhiozzo: un singhiozzo troppo frequente, intervallato da lunghe pause, ma improvviso e incontrollabile”.
Le piogge insistenti, il caldo torrido, gli incendi o piccole scosse, causano distacchi di rocce nei costoni sovrasta che investono la strada, danneggiandola e infrangendo le condizioni di sicurezza tanto da determinarne la chiusura.
“In 13 anni – ricorda l’associazione – la strada è rimasta chiusa a causa dei crolli per oltre due anni e, di questi, un anno negli ultimi due; in tredici anni, nonostante la presenza di studi dettagliati commissionati dall’Anas e pagati dalla regione Basilicata, non è stato elaborato alcun piano di mitigazione globale del rischio su tutta la strada statale; sono trascorsi già cinque anni da quando l’Anas ha ottenuto a disposizione somme considerevoli (circa 20 miliardi di euro) per la realizzazione di interventi strutturali in agro di Maratea e ancora non si sa esattamente come e quando verranno utilizzati”.
Consapevoli del ruolo e del lavoro svolto dai Comuni, dalle Regioni e dall’Anas, il comitato continua a manifestare lanciando appelli per risolvere un problema “politico”, non solo tecnico.
“L’Associazione interpreta e porta in piazza il disagio e lo sdegno dei cittadini di Maratea, di Sapri e di tutto il Golfo di Policastro che vedono nelle interruzioni della statale non già la somma di numerosi eventi calamitosi, ma una prolungata, eterna emergenza che in tredici anni ha seriamente minato l’economia turistica dell’area, l’unica ancora in piedi, e rischia di qui a poco di affossarla completamente – continua il documento – Il problema è politico, non tecnico, e riguarda l’intera classe politica provinciale, regionale e nazionale, che negli ultimi 4 mesi non ha trovato il modo di dedicare un solo minuto del suo prezioso tempo a questo gravissimo problema.
Gestire meglio le emergenze, potenziare le fermate dei treni nelle stazioni del Golfo interessate dalle chiusure, limitare i danni alle popolazioni, all’economia, attivare un presidio permanente fino alla definitiva messa in sicurezza della strada, sono alcune delle questioni su cui l’associazione spera di ottenere delle risposte. In questi giorni, ricordiamo, nel tratto della SS18 al confine tra Sapri e Maratea sono in corso il lavori per ripristinare la viabilità dopo la frana del 24 novembre 2010. L’ultima ordinanza dell’Anas ha prorogato la chiusura della strada fino al 22 aprile prossimo.

Francesco Zaccara

Condividi:

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA