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MELFI – Riprenderà il 17 maggio, con la testimonianza dei tre operai licenziati, il procedimento sul ricorso presentato dai legali dello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat contro il provvedimento del giudice del lavoro che ad agosto aveva reintegrato Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli, accusati di aver ostacolato la produzione durante un corteo interno. Lo ha deciso il giudice, Amerigo Palma, a conclusione della quarta udienza che si è tenuta oggi presso il Tribunale di Melfi. Dopo aver ascoltato tre responsabili della Sata di Melfi – presentati dall’azienda come testimoni – il giudice, insieme ai legali della Fiat e della Fiom-Cgil, ha concordato un calendario dei lavori per il procedimento in corso, in modo tale da concludere «a luglio la fase istruttoria» ed emettere la sentenza «entro il prossimo mese di settembre». «Il 17 maggio – ha detto il segretario della Basilicata della Fiom-Cgil, Emanuele De Nicola – saranno ascoltate, nella quinta udienza, le testimonianze di Barozzino, Lamorte e Pignatelli. È stato fissato inoltre – ha aggiunto – un programma dei lavori: tra la fine di giugno ed i primi di luglio ci sarà una sesta udienza, e nel frattempo il magistrato farà un sopralluogo all’interno dello stabilimento, per verificare la dinamica dei fatti. La sentenza – ha concluso – sarà emessa a settembre». Mentre era in corso l’udienza, davanti al palazzo di giustizia di Melfi un centinaio di lavoratori ha preso parte ad un presidio organizzato dalla Fiom-Cgil, a sostegno dei tre operai.
Nel frattempo, nella giornata di ieri, l’azienda ha annunciato nuovi stop per adeguare la produzione alla domanda di mercato della Punto Evo. La produzione nello stabilimento di Melfi sarà sospesa l’11 e il 18 aprile e nel periodo dal 22 aprile all’1 maggio. L’azienda ha convocato la Rsu dello stabilimento di Melfi per comunicare la decisione di sospensione della produzione. Per i giorni in cui la fabbrica sarà ferma la Fiat chiederà la collocazione degli operai in cassa integrazione ordinaria.

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