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POTENZA – «SIGNIRI’, ma di qui si passa?». Certo che si passa, la città non sarà blindata. Solo «festosamente congestionata» di persone e striscioni tra Poggio Tre Galli e viale dell’Unicef, «la fondovalle» per tutti, qui, a Potenza. E poi certo, ci saranno i pullman nella zona industriale, un lungo serpentone di studenti e cittadini che a piedi dovrà percorrere alcuni chilometri, da quel punto, per raggiungere il raduno. Strade chiuse e percorsi alternativi, «e’ tutto on line, sul sito del Comune», ripetono da giorni dall’amministrazione. I vigili, pure loro, fanno i conti con i residenti. «E se c’è un’emergenza?». «Ma no, signora, per questi casi ci sono ambulanze e posti medici pronti». Va bene, eccolo il timore da città forse poco abituata a certi eventi. «Ma è così male?». No che non è male, «ne usciremo cresciuti». Ne è sicuro il sindaco Vito Santarsiero che non ha mai negato la «prova» che l’evento ha chiesto alla macchina organizzativa, in termini economici e di forze. «Ma ci fa bene, fa bene alla città». Che è città «dai valori democratici e di libertà scritti nel suo dna». Lo dice ancora una volta, con alle spalle da poco le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità: questa è città medaglia d’oro al valore risorgimentale. Erano tempi diversi, oggi la rivoluzione positiva è quella della legalità. «Ci saremo, ci sarà la città, ne sono sicuro», dice. Poi si ferma. «Posso?». Prego. «Un ultimo appello me lo concedo: partecipate, partecipate in tanti. Poi, se potete visitate la città. Meglio usando le scale mobili». Qui c’è quella di Santa Lucia che tutti si ostinano a chiamare ancora ponte attrezzato, anche se dei negozi previsti nel progetto originario non c’è traccia. Può sopportare migliaia di persone, «spero arrivino». Secondi solo a Tokio per estensione di gradini meccanizzati. E tra un invito a lasciare a casa la macchina e lo studio privato che in tanti hanno fatto sulle percorrenze da mettere in atto, eccola la città che si prepara, che monta infopoint e garantisce pure la mail a risposta immediata per chi volesse informazioni turistiche (un dipendente di Palazzo di città risponderà in diretta all’indirizzo [email protected]). Un po’ di pazienza, «i disagi passeranno», ma lo sforzo e la giornata resteranno negli eventi rari. I commercianti si attrezzano, tra sparute lamentele e una gran voglia di fare. «Ospiteremo anche chi avesse bisogno dei servizi», dicono a Gallitello. La città è presidiata da agenti e militari, i pullman degli studenti hanno già fatto tappa ieri pomeriggio. Negli alberghi di Potenza e dintorni non c’è più «un buco». Stanze tutte occupate, scolaresche dalla Sicilia e da Firenze, agenti di rinforzo e familiari delle vittime di mafia. «C’è chi ha prenotato a Calvello». Gli studenti della città che saranno presenti al corteo da giorni sono all’opera sugli striscioni. Qualcuno farà da sè, al momento. «Speriamo non piova». No, he non è abituata Potenza a eventi simili, ma «è una grande opportunità», giurano in tanti. Per i bilanci, ci sarà tempo. Per i commenti, poi si vedrà. Adesso l’appuntamento è su viale dell’Unicef, sulla fondovalle. Da qualche ora i vigili urbani in motocicletta avranno già scortato i manifestanti giunti da fuori, a bordo dei pullman, fin dalle zona industriale, che non era neanche l’alba. La giornata è ancora lunga.

Sara Lorusso

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