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I carabinieri hanno arrestato a Corigliano Calabro, sullo Jonio Cosentino, otto persone accusate, a vario titolo, di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile. Secondo quanto emerso dalle indagini gli otto arrestati avrebbero fatto prostituire ragazze dall’età di dodici anni, facendole incontrare con uomini di età compresa tra i 50 e i 70 anni, tutti con consistenti disponibilità economica. Gli arresti sono stati fatti in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Rossano su richieste dei sostituti procuratori, Maria Vallefuoco e Vincenzo Quaranta e le indagini che hanno portato agli arresti erano state avviate nell’agosto dello scorso anno.
L’agghiacciante vicenda sarebbe maturata in una situazione di particolare indigenza delle vittime e delle loro famiglie, che avrebbe facilitato ad alcuni degli arrestati, l’adescamento e l’avvio alla prostituzione delle minori già all’età di dodici o tredici anni. In alcuni degli episodi accertati è emerso che due ragazze, tra gli arrestati, da vittime sarebbero poi diventate carnefici, avviando a loro volta alla prostituzione, persino le sorelle più piccole pur di trarne profitto.
È stato inoltre accertato che uno dei destinatari del provvedimento procacciava, su richiesta ad una vasta clientela, prostitute anche non minorenni, e in uno degli appuntamenti organizzati avrebbe, con un terzo soggetto, sequestrato e violentato una delle vittime. Il tariffario previsto per i rapporti con le minori prevedeva un corrispettivo molto più elevato in caso di consumazione con ragazzine senza pregresse esperienze sessuali, favorendo in questo modo l’avvio di giovani indigenti alla prostituzione in tenera età. L’operazione è stata denominata “Flash Market”.

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