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Due dirigenti dell’Ufficio del commissario delegato per l’emergenza ambientale della Calabria sono stati segnalati dalla guardia di finanza alla Corte dei conti perchè ritenuti responsabili di un danno erariale di un milione e 300 mila euro. Le indagini, hanno preso in esame le modalità di pagamento delle prestazioni rese da soggetti privati in adempimento dell’appalto diretto alla prima fase di avvio della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani.
A conclusione delle ispezioni, i finanzieri hanno accertato specifiche violazioni e conseguenti responsabilità di natura amministrativo/contabile a carico dei due dirigenti che nel tempo, secondo l’accusa, hanno erogato alle ditte appaltatrici ingenti compensi non spettanti, cagionando, così, un corrispondente danno erariale.
In particolare, dalla documentazione esaminata dai finanzieri è emerso che alle ditte fornitrici del servizio della raccolta differenziata è stata liquidata e pagata una somma complessiva di 13.761.749 euro, mentre quella effettivamente dovuta è risultata essere pari a 12.750.254,87 euro. La somma erogata in eccedenza, 1.011.494,31 euro, secondo l’accusa, è da ricondurre a pagamenti di imposta sul valore aggiunto su uguali prestazioni erroneamente effettuati dall’ufficio commissariale in favore delle ditte appaltatrici.
Circostanza che ha aumentato indebitamente gli oneri fiscali connessi al servizio di raccolta rifiuti. Il danno erariale accertato è di complessivi 1.272.370,40 euro, pari alla differenza tra la somma erogata e quella effettivamente spettante alle ditte cui vanno aggiunti gli interessi legali maturati. Le indagini sono state condotte dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Catanzaro su delega del procuratore regionale della Corte dei conti Cristina Astraldi.

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