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Abolire la XII norma transitoria e finale della Costituzione che vieta la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto Partito fascista. E’ la proposta di legge presentata ieri al Senato da 5 senatori.
E il lucano Egidio Digilio (in basso a destra) prima firma e poi ci ‘ripensa’. Lo blocca poco prima delle 18 il presidente di Fli, Italo Bocchino dopo che lo stesso Fini aveva ‘tuonato’ contro la proposta definendola una «follia».
In precedenza però il senatore lucano e coordinatore regionale di Futuro e libertà per l’Italia di Gianfranco Fini aveva firmato la proposta di legge insieme ad altri 5 senatori (che non ci hanno ripensato).
Insomma Egidio Digilio ha ‘ceduto’ alla ‘furia’ di Fini e Bocchino.
Non hanno cambiato idea invece gli altri 5 senatori ex di An, Cristano De Eccher, primo firmatario, (in alto a sinistra), Fabrizio Di Stefano (in alto al centro), Francesco Bevilacqua (in altro a destra), Giorgio Bornacin ( in basso a sinistra) e Achille Totaro (in basso al centro).
Achille Totaro, che hanno spiegato: «Nessuno di noi ha mai pensato di avviare una battaglia di tipo ideologico fuori dal tempo e dalla storia. Il nostro disegno di legge infatti, si prefigge di intervenire su una norma transitoria che per sua stessa natura era quindi destinata, secondo la volontà dei padri costituenti, a valere per un tempo limitato».
La polemica però è stata veemente e dal governo arriva la rassicurazione che l’iniziativa è una estemporanea iniziativa di qualche nostalgico. «Non c’è nessuna volontà nè del governo nè del Pdl ­- afferma il ministro Gianfranco Rotondi – di promuovere l’abolizione del reato di apologia del fascismo. L’antifascismo è un valore fondante della nostra democrazia».

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