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La polizia ha arrestato ad Africo Nuovo (Rc) un latitante, Santoro Favasuli, 38 anni, affiliato alle cosche della ‘ndrangheta di San Luca e ricercato dal 2005 per omicidio. Santoro Favasuli deve scontare una condanna definitiva a 30 anni di reclusione per l’omicidio di Antonio Giorgi, ucciso nell’ottobre del 2005 a San Luca. L’omicidio di Giorgi fu una delle cause che provocarono la ripresa della faida di San Luca, culminata nella strage di Duisburg, in Germania, il giorno di Ferragosto 2007, in cui furono uccise sei persone.
Favasuli aveva un bunker in casa, in cui ha tentato inutilmente di nascondersi. Il questore di Reggio Calabria, Carmelo Casabona, ed il dirigente della Squadra mobile, Renato Cortese, hanno riferito che Favasuli contava sulle protezione della moglie e di altri parenti che vivevano con lui e che gli segnalavano eventuali interventi di poliziotti o carabinieri. Ai due ingressi della sua abitazione, inoltre, il latitante aveva fatto piazzare due microtelecamere che gli consentivano di prevenire qualsiasi tentativo di controllo.
«Favasuli – ha detto Cortese – era disarmato e non ha opposto alcuna resistenza. La sua cattura rappresenta un messaggio chiaro per qualsiasi latitante, e cioè che non ci sono luoghi intoccabili per nessuno».
Secondo il questore Casabona, «la cattura dei latitanti è strategica perchè ci consente di eliminare esponenti della ‘ndrangheta che, anche se ricercati, mantengono un pressante controllo del territorio e quindi il loro prestigio sul piano criminale. I risultati di questo lavoro stanno venendo considerando che solo negli ultimi due anni sono stati arrestati 31 latitanti. Tra loro personaggi estremamente importanti come Giuseppe De Stefano, Giovanni Strangio, Paolo De Stefano e Giovanni Tegano. Assicurarli alla giustizia significa indebolire il sistema criminale di controllo del territorio».

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