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Un commerciante di Cosenza, sposato e padre di una bambina, da ieri risulta indagato per pedofilia. Tra il 2007 e il 2010 avrebbe infatti abusato sessualmente di un minorenne, ora sedicenne, tra l’altro figlio di una coppia di amici. Le relative indagini sono state chiuse dal pubblico ministero Donatella Donato, della Procura della Repubblica di Cosenza, che ha lavorato sul caso in sinergia con la Questura di Cosenza, agli ordini del vicequestore Fabio Ciccimarra. Il tutto è partito da una segnalazione di un frate minimo del Santuario di San Francesco di Paola, che un anno fa di questi tempi ricevette un sms da parte di un suo amico parroco di Cosenza, venuto a conoscenza di quei presunti abusi dopo aver parlato con alcuni ragazzi della sua parrocchia, frequentata sia dal presunto pedofilo che dalla presunta vittima. Nello specifico l’indagato, che ha 36 anni, è accusato di aver compiuto atti sessuali col minorenne, simulando amplessi e strofinando le proprie parti intime a quelle della vittima. Di mezzo ci sarebbe anche la consumazione di un rapporto sessuale. I primi abusi si sarebbero consumati quando la vittima aveva appena dodici anni e sarebbero proseguiti fino allo scorso anno. La giovane vittima, come detto, è figlio di alcuni amici del commerciante, che erano soliti affidargli il ragazzo nelle ore pomeridiane. Insomma, si fidavano di lui. E lui, almeno secondo l’accusa, ad un certo punto avrebbe iniziato ad approfittarne. Il commerciante cosentino, difeso dall’avvocato Roberto Loscerbo, è accusato di più episodi di violenza, avvenuti appunto tra il 2007 e il 2010. Ora la chiusura dell’indagini con un inquietante sospetto: uno di quei ragazzini sarebbe stato violentato in più occasioni. L’indagato ha ora venti giorni di tempo per chiedere di essere interrogato o produrre memorie difensive.

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