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Una truffa allo Stato per oltre 50.000 euro è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria che hanno denunciato un imprenditore agricolo dell’area grecanica unitamente a 35 falsi braccianti con le accuse in concorso di truffa aggravata ai danni dello Stato e falso ideologico. Gli indagati avrebbero creato ad hoc documentazione falsa per giustificare un’ingente e sproporzionata richiesta di fabbisogno di manodopera agricola rispetto alla consistenza dei terreni e degli animali posseduti, permettendo così ai beneficiari della frode di usufruire di una rendita illecita immediata, ma spendibile anche per il futuro. L’oramai consolidato meccanismo truffaldino, messo in atto già da diversi anni dal sodalizio criminale, si sostanziava, secondo le fiamme Gialle, nella presentazione all’Inps di documentazione attestante la sussistenza di «fittizi» rapporti di lavoro agricolo, con il fine di trarre in inganno l’ente ed ottenere così a favore di ben 35 falsi braccianti, l’erogazione delle indennità di disoccupazione agricola, di malattia e di copertura contributiva per la maturazione del diritto alla pensione. Il tutto,secondo le accuse, sulla base di un vero e proprio accordo criminale, con il quale da un lato i falsi braccianti si assicuravano di accumulare periodi validi ai fini pensionistici, dall’altro gratificavano il titolare dell’azienda consegnandogli le indennità illecitamente percepite dall’Inps. Da qui il nome dell’operazione: «Do ut des». L’operazione è stata condotta dai finanzieri della Tenenza di Melito Porto Salvo (Rc), nell’ambito di un’indagine iniziata nel 2009 e conclusasi nei giorni scorsi.

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