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POTENZA – E’ a dir poco paradossale quanto la Regione Basilicata – convocata ieri a Roma insieme ad Abruzzo e Marche dal dipartimento nazionale di protezione civile con i rappresentanti del ministero dell’Economia sugli interventi da programmare per i danni provocati dal maltempo – si è sentita rispondere dal Governo: se volete aiuti da Roma pensate prima ad aumentare le tasse sulla benzina. E’ questo il senso di quanto dichiarato nell’occasione dal consigliere giuridico del ministro Tremonti. Gli amministratori regionali erano andati lì per sentirsi dire cose ben diverse e invece ogni ragionevole tentativo di quantificazione dei danni è stato stroncato sul nascere. A rappresentare gli interessi della popolazione del Metapontino colpita dall’alluvione dello scorso primo marzo, che ha provocato anche il cedimento del viadotto Calciano della Basentana, l’assessore regionale alle Infrastrutture, Rosa Gentile. La conclusione è semplice: oltre al danno, la beffa.
La scellerata previsione è contenuta nel decreto Milleproroghe: per poter accedere al fondo di solidarietà nazionale è necessario prima procedere all’applicazione delle tassazioni regionali aggiuntive. Il che significa, come prima cosa, mettere mano alle accise sulla benzina. Per la Basilicata si tratta di un vero e proprio paradosso: la Regione che più contribuisce con i propri giacimenti di greggio all’approvvigionamento energetico, oltre a non aver agevolazioni in bolletta dovrebbe pagare a più caro prezzo il carburante. Alla faccia delle polemiche e delle attese sul bonus benzina che dovrebbe arrivare ai lucani patentati, per la prima volta, entro qualche mese: si finirebbe così per mettere nella tasca sinistra dei cittadini pochi euro per toglierne chissà quanti da quella destra.
E pensare che le Regioni erano andate a Roma nella speranza di poter sbloccare una situazione di fatto in stallo. Anche sulla scorta di quanto era accaduto solo qualche mese fa per la Regione Veneto martoriata dal maltempo: il Governo era intervenuto con un sostanzioso sostegno. E lo stesso presidente Zaia a un giorno di distanza dal terribile nubifragio che aveva colpito il Metapontino aveva espresso la propria vicinanza al popolo lucano invitando il Governo a intervenire. «Lo stanziamento dei fondi destinati alla regione Veneto sono precedenti al decreto Milleproroghe». A chiudere almeno provvisoriamente la porta in faccia alla Basilicata ci ha pensato ieri il ministro Tremonti.
E non sono servite neanche le opposizioni sollevate dai rappresentanti dei tecnici della Protezione civile che hanno condotto una ricognizione seria e precisa dei danni provocati dall’alluvione. Mentre, l’assessore Gentile ha commentato così: «L’adozione, da parte del Governo, del decreto che indicava la Basilicata tra le zone danneggiate – ha aggiunto – è rimasta un mero adempimento formale senza che sia seguito lo stanziamento di risorse per dar corso agli interventi di risistemazione. Quella che si sta consumando a danno della Basilicata – ha detto l’assessore – è una battaglia ideologica». E’ chiaro infatti che aumentare le tasse significherebbe gravare sulle tasche di una popolazione che ha già subito un danno. Senza aggiungere che – come ha fatto notare ieri lo stesso assessore – essendo la Basilicata la regione a minor gettito fiscale, le risorse recuperate sarebbero irrisorie. «Ci eravamo offerti di sostituire questo gettito con altre somme di competenza regionale. Questa posizione, portata avanti con il sostegno indistinto di tutte le forze politiche della Basilicata, ci sembrava essere stata ragionevolmente compresa dal Governo, ma a distanza di un mese e mezzo oggi ci viene ripetuto che senza alzare al massimo le imposte regionali e l’accisa sui carburanti non avremo un euro». «Anche attraverso comportamenti di questo tipo – prosegue l’assessore – si mina il sentimento unitario nazionale: certamente i cittadini del Metapontino avranno difficoltà a sentirsi una sola cosa con quelli del veneto sui quali, a novembre dell’anno scorso, dopo l’acqua è piovuta una pioggia di milioni dal Governo. E anche i cittadini della Val d’Agri non potranno riconoscersi in uno Stato che da una parte promette loro una card con qualche decina di euro di carburante in riconoscimento dell’apporto di petrolio dato al Paese e dall’altro chiede di pagare la benzina più che in ogni altra parte d’Italia con l’aumento al massimo delle accise».
In questo momento la Regione Basilicata sta valutando una proposta alternativa: quella di destinare ai danni del maltempo quel 3 per cento di royalty che al 30 giugno del 2011 dovrebbe essere riconosciute ai cittadini lucani come bonus benzina, attraverso una card elettroniche da rilasciare a tutti i patentati. Per fare questo, come previsto dall’articolo 45 della legge 99 del 2009, bisognerebbe intervenire attraverso un decreto ministeriale in modo da “spostare” la destinazione di quelle risorse che dovrebbero aggirarsi intorno ai 40 milioni di euro.
Anche la Cia lucana lancia l’allarme: «Stiamo correndo il rischio di produrre un corto circuito istituzionale tra Regione e Governo
E’ chiaro che ora un ruolo decisivo spetterà ai parlamentari lucani che dovranno far sentire la propria voce per far in modo che il Governo si ravveda rispetto a una decisione che appare francamente insensata.

Mariateresa Labanca

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