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Le imprese del gruppo Vrenna sono riabilitate. Lo ha disposto il Consiglio di Stato. La vicenda inizia dopo che l’imprenditore Raffaele Vrenna, proprietario del 51 per cento delle azinede del gruppo, è stato condannato in primo grado nell’ambito del processo Puma per concorso esterno in associazione mafiosa. A quel punto la Prefettura di Crotone ha negato il certificato antimafia alle azinede del gruppo. A quel punto Vrenna ha ceduto le sue quote e ha creato un trust, amministrato dall’ex procuratore della repubblica, Franco Tricoli.Uscito di scena Vrenna i legali hanno richiesto il certificato Antimafia, ma il Tar lo ha negato, è stato presentato ricorso al Consiglio di Stato che ha dato ragione al gruppo. Ma la Prefettura si è riservato di rilasciare il certificato subito. La battaglia legale è continuata. Poi l’ultima sentenza del Consiglio di Stato lo scorso 25 agosto. Da oggi i rifiuti solidi urbani di Crotone (ma anche di Cosenza) possono continuare a sversare nella discarica di Sovreco e le società mistedel gruppo sono riabilitate. “Fatta salava la valutazione di eventuali elementi sopravvenuti”, scrive il Consiglio di Stato.

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