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Una testa mozzata di agnello è stata lasciata davanti agli uffici della segreteria regionale della Cisl di Lamezia Terme. Il macabro reperto, sanguinante e avvolto in una busta di plastica, era accompagnato da un biglietto anonimo recante minacce di morte. Subito dopo il rinvenimento il segretario generale Calabria Luigi Sbarra ha avvertito le forse dell’ordine che hanno svolto i rilievi e gli adempimenti del caso, sequestrando il pacco e convocando successivamente negli uffici del commissariato i dirigenti sindacali per l’apertura formale delle indagini.
«Indignati ed angosciati per essere stati destinatari di un ennesimo messaggio intimidatorio che pure preoccupa – ha affermato la segretaria regionale della Cisl Calabria – confidiamo nell’operato della magistratura e degli organi inquirenti che certamente sapranno decifrarne i contenuti, scandagliando ogni ipotesi che possa condurre all’individuazione di questi malandrini, emissari e mandanti, votati esclusivamente a destabilizzare ed a creare il panico, colpendo nella fattispecie una forza sociale come la Cisl Calabria che, con impegno costante e con chiarezza inequivocabile, ha sempre sostenuto tutte le battaglie contro la mala pianta della mafia che continua a tenere sotto scacco le Istituzioni, le forze sociali, le imprese e le centinaia di migliaia di cittadini onesti della nostra regione».

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