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«E’ inutile alimentare stucchevoli liturgie, parolaie e fumose. L’indagine della Guardia di Finanza sulla Fondazione Campanella sta facendo emergere uno scandalo colossale. Dalle ancora scarne notizie trapelate sembra siano stati letteralmente dilapidati 90 milioni di euro. Una vergogna dalle dimensioni incommensurabili, che disvela non già una inqualificabile pagina di malgoverno ma un inquietante intreccio di affarismo, che vede coinvolti dirigenti compiacenti, in un contesto, come quello della sanità, su cui da tempo ormai sono accesi i riflettori di una opinione pubblica non più disposta, ora che il pentolone del malaffare si sta scoperchiando, a continuare ad essere mortificata». Lo afferma il consigliere regionale di Italia dei valori Maurizio Feraudo. «Da una parte – aggiunge – si preannunciano tagli da lacrime e sangue e dall’altra si scoprono frodi milionarie in un sistema sanitario piegato solo ed esclusivamente agli interessi di un ceto politico vorace ed insaziabile, col vezzo di utilizzare il difficile comparto della salute dei cittadini per ingrossare sempre più il serbatoio dei propri consensi elettorali. Chissà quanto marcio ancora rimane sommerso! Insomma, la Calabria è stata inginocchiata su una polveriera di preoccupante malaffare. I soldi della Regione sono stati utilizzati per foraggiare, dentro una cornice di collusioni, un sottobosco in «giacca e cravatta». E allora basta. Loiero deve dimettersi. Non domani. Ad horas deve dimettersi. Perchè questo scandalo è la riprova definitiva di come un certo ceto politico ha utilizzato il sistema sanitario, pubblico quanto privato. Dimissioni, dimissioni, dimissioni. È questa l’unica parola d’ordine che, oggi, minuto dopo minuto va declinata come una catartica cantilena. Per depurare la sanità dagli interessi della politica più spietata».

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