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L’Autorità Portuale di Gioia Tauro e la Prefettura di Reggio Calabria sigleranno domani un «Protocollo di Legalità» per rendere più stringenti i controlli preventivi ed evitare i tentativi di ingerenze della criminalità organizzata nell’azione amministrativa e nel settore degli appalti pubblici all’interno del porto di Gioia Tauro.
In un’area oggetto di marcato interesse delle cosche mafiose l’azione di prevenzione, spesso, risulta un supporto essenziale alle attività investigative delle forze dell’ordine. Considerato, inoltre, il particolare momento che vede la Port Authority pronta ad avviare la programmazione di importanti opere pubbliche e l’appalto di servizi e forniture di rilievo, le due Amministrazioni pubbliche hanno deciso di avviare un’azione sinergica ispettiva per passare al vaglio le ditte che parteciperanno all’aggiudicazione di lavori pubblici e richiederanno l’autorizzazione di concessioni d’esercizio d’uso delle aree demaniali e di quelle portuali di competenza dell’Autorità Portuale di Gioia Tauro. Naturalmente lo strumento messo in campo non poteva che essere l’informativa antimafia disciplinata dall’art 10 del D.P.R. 252/98 e richiesta nell’iter amministrativo per l’aggiudicazione di appalti e sub appalti o nell’autorizzazione di concessioni di aree demaniali e portuali.
Su impulso dell’Autorità Portuale di Gioia Tauro, dopo aver ottenuto il parere positivo del Ministero del’Interno, lo scorso 3 agosto 2009, e sentite le Associazioni imprenditoriali di categoria e le Organizzazioni sindacali, il presidente dell’Autorità Portuale di Gioia Tauro, Giovanni Grimaldi, e il prefetto di Reggio Calabria, Luigi Varratta, hanno dato vita ad un nuovo strumento regolamentare che deroga la normativa nazionale, in quanto abbassa la soglia del valore economico entro il quale è richiesta l’informativa antimafia della Prefettura e non solo quella della Camera di Commercio. Del resto, il «Protocollo di Legalità» che sarà sottoscritto dalle due Amministrazioni rientra a pieno titolo negli «accordi tra amministrazioni», legiferate dalla legge 241/90, secondo la quale le Pubbliche Amministrazioni possono concludere intese per lo svolgimento di azioni di comune interesse. Corpo cruciale del «Protocollo di Legalità», quindi, è l’estensione delle verifiche antimafia richieste dalla Port Authority alla Prefettura durante l’iter di aggiudicazione di appalti e/o subappalti e nelle autorizzazioni di concessioni demaniali e di servizi all’interno dell’area portuale. L’obiettivo è quello di garantire maggiore legalità e trasparenza in un’area, particolarmente, attenzionata dalle cosche mafiose e, nel contempo, assicurare lo svolgimento delle attività imprenditoriali, secondo regole di libera concorrenza.

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