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Visto il consenso ottenuto da Scopelliti, direi che ha vinto veramente il migliore. Il neo governatore dedica questa vittoria ai «calabresi onesti», quelli che soffrono nel vedere una regione che non decolla. Quelli che penano nell’apprendere della sanità calabrese malata. Quelli che si angustiano nel constatare che, nonostante gli sforzi delle forze dell’ordine e della magistratura, la ‘ndrangheta in alcune zone la fa da padrona. Quelli che si affliggono nel vedere che la regione del sole, del mare cristallino, dei monti boscosi e rigogliosi non riesce a creare una fabbrica di attrattiva e di richiamo turistico. Quelli che si tormentano nel vedere ogni estate un film già visto nelle stagioni precedenti: ettari di boschi in fumo dal Pollino alla Sila fino all’Aspromonte. Quelli che non tollerano quei corregionali pigroni che aspettano che c’è sempre uno che può fare ciò che loro non fanno. Quelli che si angustiano nell’apprendere che vi sono alcuni furbetti che intascano denaro pubblico per opere sociali e poi spariscono con il malloppo lasciando capannoni vuoti e tanti giovani delusi.
Spetta a Scopelliti e ai suoi uomini (mi auguro i migliori della Calabria), intervenire drasticamente affinché vi sia una inversione di rotta. I calabresi (quelli onesti come li definisce il neo governatore) hanno restituito al mittente il programma firmato. Da domani bisogna attuarlo. Punto per punto. E, quando il caso lo richiede, costi quel che costi, bisogna anche scontentare gli amici del quartierino che sono sempre in agguato per fare razzia in qualunque campo della società calabrese.
Quei calabresi che hanno a cuore la Calabria, però, dovrebbero stargli ancora più vicino al neo governatore. Non lasciarlo solo. La solitudine nelle stanze ovattate del Palazzo a volte gioca brutti scherzi: ti fa giungere soltanto alcune voci e non ti fa ascoltare le altre.
Auguri presidente Scopelliti. Buon lavoro.

Nando Perri

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