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Ha ritrattato tutte le accuse l’ex collaboratore di giustizia Gaetano Albanese, ascoltato oggi in videoconferenza nel maxiprocesso «Genesi» contro le cosche del Vibonese. L’ex pentito, ormai uscito dal programma di protezione, aveva in precedenza riempito centinaia di verbali con le sue dichiarazioni e fatto condannare boss e picciotti del Reggino e del Vibonese a pesanti pene ormai definitive in numerosi processi celebrati nel corso degli anni ’90 in tutta la Calabria. Rispondendo però oggi alle domande del pm della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro Giampaolo Boninsegna, Gaetano Albanese ha sostanzialmente detto di essersi in passato inventato tutto, accusando di alcuni reati solo se stesso, gli altri collaboratori di giustizia oppure esponenti delle cosche deceduti. Alla luce della «marcia indietro» dell’ex collaboratore, il pm ha quindi chiesto al presidente del Tribunale di Vibo Valentia Antonino Di Marco l’acquisizione delle precedenti dichiarazioni rese in altro processo da Gaetano Albanese. Il processo «Genesi» dura ormai da 10 anni ed è ancora al primo grado di giudizio. Dopo l’astensione per incompatibilità del precedente presidente del collegio, Giancarlo Bianchi, è ripreso in questi ultimi mesi sotto la presidenza dl giudice Antonino Di Marco. Entro la fine dell’anno dovrebbe arrivare la sentenza. Fra gli imputati vi sono esponenti di primo piano dei clan del Vibonese.

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