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Il Crocifisso di Drapia, situato sul promontorio che si affaccia su Tropea, una delle località turistiche più note della Calabria, usato come traliccio per i ripetitori. Il Crocifisso s’innalza in uno dei luoghi più belli della Calabria, nella proprietà della Diocesi di Mileto attualmente retta dal vescovo mons. Luigi Renzo ed a pochi metri dalla chiesetta dedicata al culto divino di San Michele Arcangelo.
A renderlo noto è Viviana Normando, giornalista e storico dell’arte, direttore del Gruppo Editoriale di Rete ComunicareItalia, in una nota. «Siamo senza parole – ha sostenuto – come si può. Di certo ora si dirà ‘non lo sapevamo, non siamo mai stati d’accordo, abbiamo scritto e chiesto di toglierli’. Di fatto, questa ferocia che porta le persone a non avere rispetto del simbolo della Croce, è senza giustificazione e delinea con solco molto profondo, l’ignoranza e la follia del gesto, consegnando alla storia della rete questa immagine fotografica che parla da sola».
«Va anche detto – ha proseguito Viviana Normando – che questa imponente Croce domina sulla città di Tropea simbolo dell’economia turistica dell’intera Costa degli Dei. Parliamo di una località baciata dalla natura che si presenta al mondo anche per la sua profonda tradizione cristiana che manifesta con veri simboli come Santa Maria dell’Isola, Santa Maria della Romania e numerose altri siti cristiani che scolpiscono la memoria cattolica sull’intero territorio».
Il Crofisso ridotto a ripetitore è stato immortalato dai fotografi della Fondazione «Paolo di Tarso» di Roma, presenti nella zona promuovere l’economia turistica. «Invitiamo l’Autorità competente – conclude la nota – a volere disporre approfonditi accertamenti per verificare, come l’evidenza mostra, se è il caso o no di procedere per vilipendio al Crocifisso, massimo simbolo religioso della fede cristiana».

IL VESCOVO LUIGI RENZO
«E’ un obbrobrio. Quando l’ho visto per la prima volta sono rimasto di stucco. Adesso è mia ferma intenzione non rinnovare il contratto quando arriverà a scadenza». A dirlo è il vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, mons. Luigi Renzo, in merito al Crocifisso posto sul promontorio di Drapia utilizzato come sostegno per ripetitori telefonici. «Quei ripetitori – ha detto il Vescovo – sono lì da anni grazie ad un contratto con una società telefonica firmato da qualcuno dei miei predecessori. Francamente non so da quanto tempo siano stati installati. Tra l’altro non ho neanche il testo del contratto. Ma quando, tre anni fa, mi sono insediato, ce li ho trovati. Credo addirittura che ci sia stata anche una proroga del contratto per tacito assenso». «Sicuramente quei ripetitori vanno rimossi – ha aggiunto mons. Renzo – ma fino a quando non scadrà il contratto, tra alcuni anni, non possiamo fare niente, altrimenti saremmo costretti a pagare una penale. Ho incaricato l’ufficio di seguire la pratica e quando sarà il momento faremo la disdetta». «I ripetitori – ha proseguito il Vescovo – sono stati posti sul basamento del Crocifisso, altrimenti sarebbe stato un obbrobrio anche maggiore. Tra l’altro è un controsenso anche dal punto di vista ambientale e paesaggistico. Obtorto collo sono dovuto rimanere tranquillo quando li ho visti».

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