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Alla fine il sindaco di Sant’Agata d’Esaro ha ceduto alle pesanti intimidazioni e si è dimesso. Antonio Bisignani, assente perché ancora convalescente, ha affidato la comunicazione della sua volontà al vicesindaco, Luca Branda, che ne ha dato lettura in occasione del consiglio comunale che si è svolto lunedì sera. «Tale scelta – è scritto nel messaggio – si rende obbligata da parte mia a seguito dell’ultimo e gravissimo episodio di aggressione e ferimento nei miei riguardi ad opera di ignoti. In questo momento il mio pensiero va alla mia famiglia, a quelli che hanno sostenuto la mia candidatura, a tutti i cittadini ai quali mediante pubblica conferenza o pubblica lettera comunicherò le motivazioni di tale scelta». Il primo cittadino già la mattina di lunedì aveva protocollato l’atto di dimissioni in municipio, anche se l’ufficializzazione c’è stata solo in Consiglio, in serata. Per legge Bisignani ha a disposizione venti giorni di tempo per ritornare sui suoi passi, ma è difficile che lo farà visto lo stato di profondo sconforto in cui lo hanno gettato gli innumerevoli atti di cui da oltre un anno è vittima, tra lettere intimidatorie, auto bruciate, incursioni in casa e la recente aggressione fisica della notte tra il 21 e il 22 giugno scorsi, quando è stato pugnalato al fianco da almeno due persone.
Una sequela di fatti criminosi che, oltre ad aver realizzato lo scopo di chi li ha ideati e messi in pratica – farlo dimettere – rischiano di rimanere impuniti.

LE INDAGINI
Con rammarico, ieri mattina, il procuratore capo di Castrovillari, Franco Giacomantonio, in merito alle indagini su questo caso, ha dovuto infatti ammettere di non avere in mano il minimo elemento che possa far prendere una direzione alle investigazioni. «Stiamo ancora valutando tutte le piste possibili, ma ad oggi non c’è nulla che indichi dove cercare il movente di questi episodi», iniziati nel dicembre 2008 e culminati con l’accoltellamento di una settimana fa che ha mandato Bisignani all’ospedale di Belvedere. Episodi ancora senza responsabili che hanno fatto di questa vicenda un caso politico nazionale e un giallo giudiziario incredibile, data la ridotta dimensione del piccolo comune della Valle dell’Esaro.

IL CONSIGLIO
Su proposta dall’ex sindaco e attuale consigliere di minoranza, Domenico Tolve, al termine del consiglio sono stati approvati “per acclamazione” tutti i punti all’ordine del giorno, compreso il bilancio. Maggioranza e opposizione hanno accolto la proposta per inviare un messaggio di solidarietà al sindaco. «L´approvazione all´unanimità e per acclamazione dei punti all´ordine del giorno del Consiglio comunale – ha commentato il vicesindaco – diventa un fatto importante per l´intera collettività, perché in una questione di emergenza democratica è giusto che ognuno assuma atti di responsabilità civile. In questo momento ci sentiamo vicini al nostro sindaco e alla sua famiglia, sostenendolo in questo momento drammatico e rimanendo al suo fianco in ogni sua scelta».

LE REAZIONI
“La decisione dI Antonio Bisignani rappresenta una dolorosa sconfitta non solo per il sistema delle autonomie calabresi, ma anche e soprattutto per lo Stato che non ha saputo, attraverso le sue articolazioni, difendere e tutelare un sindaco divenuto, suo malgrado, bersaglio di continue e gravi intimidazioni, sebbene eletto appena un anno fa”. Ad affermarlo, in un comunicato, è mario Maiolo, presidente regionale della Legautonomie.
Al sindaco Bisignani – aggiunge Maiolo – va non soltanto la nostra vicinanza e solidarietà, ma anche l’invito a continuare e resistere per non permettere a queste forze criminali e occulte di averla vinta e che con tali esecrabili gesti tentano di condizionare la vita democratica delle nostre comunità. LegAutonomie da anni ha puntato l’accento sulla sicurezza degli amministratori calabresi, condizione indispensabile per poter invertire la rotta, come da tutti auspicato. Purtroppo le dimissioni del sindaco di Sant’Agata D’Esaro non è che l’ultimo di una serie di episodi che in Calabria sempre di piu’ sta mettendo a dura prova il sistema autonomistico regionale. Molti sindaci di fronte a questo stillicidio preferiscono rinunciare. Basti ricordare il caso dell’allora sindaco di Sinopoli, Domenico Luppino, “persuaso” a gettare la spugna dopo una serie di gravi attentati. Non è più tempo di esprimere solo vicinanza e solidarietà, ma occorre che tutte le articolazioni dello Stato mettano in campo tutti gli strumenti necessari, senza nessuna sottovalutazione, per arginare questi frequenti e devastanti attentati intimidatori ai danni degli amministratori calabresi, costretti sempre di più a “gettare la spugna” e consegnare così il territorio alla ndrangheta. LegAutonomie – annuncia – sin dai prossimi giorni metterà in campo tutte quelle iniziative che abbiano come obiettivo quello di ritrovare le giuste soluzioni a questa problematica che, lo ribadiamo ancora una volta, offende le coscienze e la civile convivenza democratica”.

UNA MANIFESTAZIONE DI SOLIDARIETA’
Una manifestazione pubblica di solidarietà verso il sindaco di Sant’Agata D’Esaro è stata organizzata dalla cittadinanza del borgo montano per domenica 4 luglio alle ore 16,30. La popolazione, avuta notizia delle dimissioni di Antonio Bisignani, sindaco da circa un anno, ha deciso di scendere in piazza per sollecitare una maggiore attenzione su quanto sta avvenendo.

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