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La Provincia di Vibo Valentia interverrà «ad adiuvandum» nel processo in corso dinnanzi al Tar del Lazio, che ha accolto recentemente il ricorso promosso da 755 docenti, studenti, genitori, personale Ata e associazioni contro i provvedimenti Gelmini sul riordino delle scuole superiori, dichiarandone la sospensiva. Intervenendo formalmente in giudizio (l’udienza è fissata per il 19 luglio), l’Amministrazione provinciale potrà così sostenere le ragioni delle parti ricorrenti, dando il proprio contributo nella prospettiva di una sentenza che annulli le circolari e gli atti ministeriali oggetto del contendere. In particolare – spiega un comunicato – i ricorrenti denunciano il grave danno derivante dai provvedimenti in materia di organici, mobilità degli insegnanti e modalità di iscrizione alle scuole superiori. «Decine di migliaia di posti di lavoro tagliati, riduzione delle ore di lezione, offerta scolastica dequalificata: sono questi i danni che il Governo sta causando all’Istruzione pubblica – spiega il presidente Francesco De Nisi – Una strategia che tende anche a depotenziare le competenze degli Enti locali in materia di offerta formativa territoriale. Come ho già avuto modo di ribadire recentemente, con riferimento alla politica antimeridionale della Lega su cui si poggia la stabilità di Palazzo Chigi, occorre che ognuno faccia la sua parte per contrastare questa deriva. Ecco perchè la Provincia di Vibo Valentia ha deciso di intervenire in giudizio dinnanzi al Tar, contro i provvedimenti del ministro Gelmini. Mi auguro – conclude De Nisi – che anche altre Amministrazioni facciano altrettanto, scendendo in campo per cercare di salvaguardare quel patrimonio di inestimabile valore sociale e culturale rappresentato dalla scuola pubblica».

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