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di Renato Carpentieri
Spumante da stappare. Ieri era previsto presso la Lega Pro un consiglio propedeutico a quello che accadrà poi ufficialmente il 4 agosto con il Consiglio Federale.
Come è di rito, quando si va al Consiglio lo si fa con tutto già pronto ed in sostanza è solo l’occasione per ufficializzare la cosa. La documentazione presentata alla Federazione è stata accolta. La città dei Sassi torna a giocare un campionato professionistico. Soltanto il prossimo 4 agosto conosceranno le avversarie del prossimo campionato di Seconda Divisione. Manca soltanto l’ufficialità, ma per il Matera è fatta ed è già festa tra i tifosi che intendono suggellare questa bella notizia con un grande abbraccio comune a società, abbonati e piccoli imprenditori che hanno reso realtà un sogno. Quindi da ieri il Matera è in Lega Pro, dopo tredici lunghi anni di sofferenze e bocconi amari. Le bottiglie che erano state messe in frigo il 23 luglio quando è stata presentata dal presidente Tommaso Perniola la domanda di ripescaggio ora possono essere gustate. Il sapore è dolce, perchè è un miracolo che la gente che ama il Matera si è guadagnato, perchè hanno dato fiducia a scatola chiusa all’operato della società sottoscrivendo più di cinquecento tessere d’abbonamento e ci sono molti impegni che ancora non sono stati trasformati in abbonamento. Quindi, l’opera non è completa. Ma l’incertezza ora lascia il posto alla festa. La festa ieri c’è sta anche a Trapani, ma anche in altre piazze anche se è chiaro che non per tutte saranno rose e fiori. Anche nel ritiro di Cascia l’aria che si respirava era di festa. «Abbiamo saputo anche noi che ormai è fatta-afferma Cristiano Ancora-perchè le buone notizie corrono alla pari con tutte le altre. E’ una chance importante per me. La inseguo da sempre e non la sciuperò. Ringrazio il presidente Tosto, Perniola e il diesse Dimitri per questa opportunità». Ancora deliziò il pubblico di Matera con la maglia del Lavello nel 4-3-3 di Caprioli, modulo a lui congeniale. Roba di tre anni fa. «Ci tengo a Matera. Volevo far bene a Grottaglie per tornare ed eccomi qui. Ma sono un giocatore più maturo».
Che aria si respira a Cascia?
«Fa freddo e si può lavorare bene. Sta già nascendo un buon gruppo, fatto di gente che vuole emergere e c’è lo spirito giusto da parte di tutte le componenti. I carichi di lavoro ci sono e domani c’è la prima uscita contro il Taranto».
Che impressione ti ha fatto Cadregari?
«Un tecnico molto preparato, ma è tutto l’ambiente che è diverso. Sono ragazzi che vengono da scuole calcio importanti. Quindi, non possono che fare bene». E l’organico sarà al più presto irrobustito, infatti pare che da ieri ci sia in ritiro un nuovo centrocampista under e oggi potrebbe essere quello di Calà e di Giuseppe Pirrone ex Manfredonia, il colpo atteso a centrocampo.

Due addii, senza rancore, ma con motivazioni ben precise. Giuseppe Leta e Luigi Manzo hanno fatto bene a Matera ed ora sono pronti ad approdare ad altri lidi. Il calcio in fondo è questo, ma è chiaro che quando ci sono stati successi è molto più difficile staccarsi da ragazzi d’oro sia dal punto di vista umano che professionale, ma se così fosse non esisterebbe più il calciomercato o altro. Comunque, dare spazio a questi ragazzi per dargli la possibilità di salutare i tifosi in maniera è doveroso.
LETA- Giuseppe Leta, come si era già intuito dopo la diramazione della lista dei partenti per Cascia, non farà parte del nuovo Matera.
Il giovanissimo centrocampista scuola Juventus, lo ha confermato, spiegandone le ragioni e senza polemica. In sostanza ha dato l’addio alla maglia biancoazzurra.
Che stagione è stata quella appena conclusa ?

“Grandissima. Sono stati veramente mesi di successi. E ci sono stati anche degli alti e dei bassi, come d’altronde succede in ogni squadra ogni anno. Su di noi ne abbiamo sempre sentito di tutto, ci hanno sempre criticato. Noi, però, eravamo una grande squadra, però, purtroppo nessuno riconosce questo, nonostante abbiamo vinto tutto”.

Cosa significano Rizzo e Giusto ?

“Sono due allenatori che entrambi sono molto competenti di calcio. Il tecnico leccese ha dato una grande svolta alla nostra annata, e con lui sono arrivati i risultati che, fino a quel momento mancavano. Ma dobbiamo anche ringraziare Giusto perché, se abbiamo vinto la Coppa Italia c’è anche merito suo”.

Perché non sei rimasto ?

“Con la società biancoazzurra, purtroppo non siamo riusciti a trovare l’accordo. E così, ci siamo lasciati. Ora, sto aspettando delle risposte da alcune squadre che, non sanno ancora che campionato dovranno disputare. Non è un bel momento per l’economia nazionale e anche il calcio sta pagando le conseguenze di tutto questo. Ringrazio i tifosi del Matera, perchè nel calcio non bisogna mai dire addio ma solo arrivederci”.
MANZO-E’ arrivato da Campobasso con il morale sotto i tacchi, ma è andato via da grande signore e soprattutto completamente rigenerato. Luigi Manzo saluta tutti e va altre mete. L’ex difensore biancoazzurro parla un po’ di quello che sarà il suo futuro, ma ricorda pure il passato non tanto remoto, visto che si parla di meno di un mese fa.

Sono cambiate tante cose in questo lasso di tempo, ma quanto di positivo è stato scritto nessuno potrà cancellarlo?

“Per me è stata un’esperienza molto positiva. Con l’arrivo di Rizzo sicuramente abbiamo trovato un’impronta nel sistema di gioco. E poi, anche tanta serenità, che è davvero importante. Di Giusto non posso dire niente perché, con il mister sono stato solo due settimane. Però anche lui è un buon allenatore. Abbiamo vinto la Coppa Italia e ci siamo aggiudicati la finale play off. A questo successo ci ha portato solo il gruppo. E’ stato davvero fondamentale chi giocava e chi, andava solo in panchina. Perché, eravamo tutti una cosa sola”.

Ora cosa succede a Manzo?

“Sicuramente io non farò parte della squadra biancoazzurra nel campionato che è appena iniziato. Ci sono molte trattative per me in atto, ma ancora non ho deciso dove andare a giocare. Ci sono molte richieste in serie D e qualcuna anche in Lega Pro. Nei prossimo giorni, sicuramente deciderò la mia meta”.
Una buona scelta quella di venire a Matera?
«E’ stato Savino Martone a coinvolgermi in questa avventura ed è stata pèer me una cosa molto positiva, ho avuto modo di lavorare con dei colleghi stupendi e con una tifoseria che ci ha regalato tanto calore. Sono cose che si portano nel cuore per sempre, ma il calcio è fatto anche di addii. Sono giovane e se il destino vorrà che io venga ancora a Matera sono certo che troverò tanti amici». Come dargli torto.
r.c.

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