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«La notizia del commissariamento non ha destato alcuna meraviglia». Lo afferma in una nota don Biagio Amato, Presidente regionale dell’Uneba Calabria, la federazione che associa strutture socio-sanitarie accreditate. «Ciò che, invece, ha suscitato – aggiunge – un pò di sconcerto, anche nelle Strutture socio-sanitarie associate Uneba Calabria, è la mancata nomina dei sub-commissari con funzioni tecnico-gestionali da assicurare presso ciascuna Azienda sanitaria provinciale e la totale novità della presenza della sola Guardia di Finanza accanto al Commissario Straordinario. L’Uneba aggiunge una terza reazione relativa alla totale assenza di tecnici di programmazione e controllo che possano presidiare e governare il Dipartimento Tutela della salute. Non sarà possibile alcun processo di innovazione e sviluppo e, prima ancora, di risanamento di un sistema anche amministrativo e contabile se prima non si interviene, come più volte aveva ripetuto lo stesso Scopelliti, anche nella campagna elettorale, sui Dirigenti, Direttori e Funzionari dell’Assessorato. Eccetto che anche nell’Assessorato non si insedi la Guardia di Finanza perchè i processi amministrativi e contabili presuppongono gli in-put regionali per poter garantire la gestione delle attività da parte delle Aziende sanitarie provinciali». «Solo che la Guardia di Finanza – prosegue don Amato – non ha mai avuto competenze ed esperienze di politiche sanitarie e socio-sanitarie. Cosa potrà mai fare la Guardia di Finanza, presente in una Azienda sanitaria provinciale, dinanzi ad una delibera di giunta regionale, predisposta dai settori del Dipartimento alla salute, nella quale sono riportai obblighi per le strutture accreditate che violino palesemente i diritti fondamentali costituzionali? Oppure dinanzi ad un Dipartimento che da oltre nove mesi non presenta alla Giunta la proposta di delibera delle tariffe relative alle strutture che già da tempo hanno dovuto adeguare i requisiti organizzativi secondo il Regolamento regionale del settembre 2009? Anche la Guardia di Finanza, dinanzi a questi annosi ritardi, omissioni, marchiani errori normativ,i sarà non solo condizionata ma soprattutto fuorviata e, pertanto, bloccata nel lavoro di risanamento di metodiche e strumenti amministrativi e contabili. Così come sta accadendo anche in queste ultime settimane. Proprio a causa di questi comportamenti del Dipartimento,infatti, siamo arrivati al 3 agosto 2010 e nessuna Azienda sanitaria provinciale ha potuto stipulare i contratti dell’anno in corso e, ciononostante, le Strutture debbono continuare a erogare le prestazioni richieste dalle stesse aziende sanitarie provinciali salvo poi vedersi, a fine anno, decurtato il livello delle prestazioni già erogate o abbattuto il budget annuo conseguente alle prestazioni già erogate». «Un sistema – conclude – che finora ha prodotto ricorsi al Tar, decreti ingiuntivi, interventi di Commissari ad acta, disordini nella concessione di accreditamenti e di nuove contrattualizzazioni, con creazioni di extrabudget. Il solo Commissario straordinario con a fianco la sola Guardia di Finanza non potranno ripensare l’attuale Piano di rientro e gestirne le varie fasi. L’Uneba, perciò, chiede al Presidente Scopelliti di avviare da subito la realizzazione di una proposta, che sta ribadendo soprattutto nelle ultime settimane, allorquando evidenzia come solo con il confronto e la partecipazione delle Strutture accreditate si potrà immaginare un nuovo percorso virtuoso che possa non solo risanare ma innovare e sviluppare la sanità calabrese e renderla competitiva soprattutto nella qualità delle prestazioni».

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