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E’ pari a 55 milioni di euro all’anno il disavanzo dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro con un debito consolidato di 250 milioni di euro. Dati e cifre che preludono all’avvio di quella che è stata definita l’Operazione trasparenza sono stati illustrati ai giornalisti a Catanzaro dal presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, dal commissario straordinario dell’Asp, Gerardo Mancuso e dal presidente della Provincia di Catanzaro, Wanda Ferro (in foto).
«Serve una sanità diversa – ha detto il presidente Scopelliti – ed è quello per cui stiamo lavorando dal nostro insidiamento. Oggi siamo qui dopo essere stati Cosenza e nei prossimi giorni proseguiremo con altri incontri negli altri capoluoghi di provincia.
A Catanzaro l’azienda sanitaria ha avuto negli ultimi tre anni un incremento del fondo del 5% ma un aumento della spesa del 13%. La spesa è aumentata per il personale del 4%, per i beni di consumo del 28,7%, per la farmaceutica dell’1,5%, e, dato ancora più consistente, per l’assistenza specialistica accreditata del 45%. I costi degli ospedali sono dovuti per l’85% agli stipendi del personale dato che è sopra la media regionale (73%) e ovviamente sopra quella nazionale. I conti economici sono in rosso per tutte le singole unità operative ospedaliere così come è negativo il saldo economico degli ospedali a fronte di servizi erogati di scarsa qualità».
La ricognizione sul personale (3.500 dipendenti di cui 1.250 infermieri, 750 medici e 530 amministrativi) ha precisato il presidente, ha evidenziato una distribuzione iniqua con la presenza nella sola direzione sanitaria di Lamezia Terme di 43 dipendenti di cui 43 sono infermieri e 10 amministrativi. «Sono 130 gli infermieri – ha detto ancora Scopelliti – ma numerosi anche i medici che svolgono mansioni amministrative. Abbiamo rilevato dei casi davvero singolarei come un infermiere che tra stipendio ed emolumenti accessori guadagna 5.100 euro al mese, un medico con 30 mila euro di premio all’anno». Il presidente ha parlato anche di dirigenti di uffici legali senza laurea e altre posizioni apicali affidate a persone diplomate. Spese enormi per straordinari, partecipazioni a strutture di controllo.
Sono emersi casi di guardie mediche dove in media si visita una persona ogni quattro giorni (Jacurso) con una media complessiva di 2,1 visite al giorni.
«In quattro settimane – ha concluso Scopelliti – sono stati risparmiati 3.7 milioni di euro con una previsione di 10 milioni a fine anno e il raddoppio per la fine del 2011». «Abbiamo agito – ha detto il direttore generale Mancuso – per ristabilire le regole di funzionamento della macchina. Siamo intenzionati ad investire sugli istituti previsti dalla legge e sulla normativa e tutto quello che faremo sarà chiaro e trasparente. Da azienda farraginosa e polverizzata in mille attività puntiamo a rendere snella e veloce l’attività. Stiamo lavorando al nuovo atto funzionale e prevediamo l’eliminazione di 70/100 strutture con un risparmio previsto di circa 5 milioni di euro». «Uno dei punti di forza – ha detto ancora Mancuso – sarà la riorganizzazione territoriale con l’utilizzo dell’Adi e di un istituto moderno Cp (cure primarie). Puntiamo all’eliminazione della carta e incentivazione dell’informatica che abbatteranno anche i tempi di attesa per i referti. Entro l’anno puntiamo a portare le liste di attesa a non più di 21 giorni. I risparmi si avranno anche dalla dismissione dei contratti di locazione».
Novità anche sul fronte caldo della farmaceutica. «Vogliamo realizzare un circuito virtuoso coinvolgendo i comuni per la distribuzione diretta con la creazione di 40/50 posti di lavoro per farmacisti». Impegno anche per l’ospedale di Lamezia Terme. «La sanità per il nostro territorio – ha detto il presidente della Provincia Ferro – dovrà essere da terzo millennio. Per questo chiediamo ai sindaci di sposare questa sfida da vincere insieme».

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