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Sono accusate a vario titolo, di aver fatto parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale e al commercio di suini, importati dall’estero in Italia, violando le norme sanitarie a tutela dei consumatori, le 4 persone arrestate dalla Guardia di Finanza in Basilicata, Campania, Calabria e Trentino-Alto Adige. Degli arrestati (allevatori, mediatori e commercialisti) quattro sono detenuti in carcere e dieci sono agli arresti domiciliari, per decisione del gip di Matera, Rosa Bia, che ha emesso le ordinanze su richiesta del pm, Rosanna De Fraia.
Sono indagati, con l’accusa di aver falsificato documentazione sanitaria, due veterinari in servizio a Potenza e a Bolzano. “Agli arresti – ha spiegato il comandante provinciale delle fiamme gialle di Matera, colonnello Elio Carmelo Pallaria – si è giunti continuando indagini che già lo scorso anno avevano permesso di arrestare un’altra persona e denunciarne 17 in stato di libertà. L’organizzazione aveva come punti di riferimento due allevatori della provincia di Matera e un commerciante di bestiame di Bolzano e poteva contare – anche attraverso società fantasma – su un falso giro di documenti contabili e di trasporto. Negli ultimi due anni sarebbe avvenuta l’importazione in Italia, da Paesi dell’Unione europea, di circa 30 mila suini che venivano poi macellati clandestinamente in Calabria e venduti. Ciò ha favorito un’evasione fiscale stimata in circa otto milioni di euro. Gli investigatori, inoltre, hanno accertato che alcuni indagati hanno utilizzato società di comodo, falsificandone i dati di bilancio, per trarre in inganno le banche e ottenere fidejussioni, pur in assenza di garanzie patrimoniali”.
I 14 arresti sono stati effettuati nelle province di Matera, Potenza, Cosenza, Salerno, Reggio Calabria e Bolzano.
Attraverso alcune ditte individuali ed alcune società costituite ad hoc ed intestate a «teste di legno», l’organizzazione nel giro di un quinquennio ha illecitamente immesso sul mercato nazionale oltre 30mila suini provenienti dall’estero e realizzato un’evasione quantificabile in oltre 8 milioni di euro.

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