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Confagricoltura Calabria si dice «fortemente preoccupata per la grave situazione di difficoltà in cui versa comparto del pomodoro calabrese che rappresenta una delle filiere ortofrutticole più importanti per molte aree della regione ed in particolar modo per la provincia di Crotone. I forti ritardi registrati nelle consegne e la conseguente penalizzazione della qualità della produzione del pomodoro, hanno inferto un colpo durissimo – si legge in una nota della confederazione – ai produttori calabresi a causa del mancato rispetto degli impegni assunti con la sottoscrizione dell’accordo interprofessionale e dei contratti da parte delle industrie di trasformazione».
L’organizzazione degli imprenditori agricoli fa presente che «il collasso registrato nell’attuale campagna di raccolta e di trasformazione ha determinato effetti economici disastrosi per i produttori, con ripercussioni negative anche dal punto di vista occupazionale». A parere della Confagricoltura Calabria, «le fortissime tensioni in atto stanno rendendo la situazione estremamente critica. Infatti, un’annata di produzione che si era presentata sotto i migliori auspici, prodotto ottimo e sufficiente, è risultata definitivamente compromessa da atteggiamenti che hanno messo in discussione le condizioni pattuite, rendendola di fatto la peggiore dell’ultimo decennio».
Secondo il Presidente della Confagricoltura di Crotone, Alberto Caputi, «la motivazione è da ricercare nell’atteggiamento generalizzato della parte industriale, la quale disattendendo le norme contrattuali, ha determinato un comportamento ostruzionistico mirato a scoraggiare le consegne di pomodoro ed a contenere il più possibile il prezzo della materia prima» Ne è conseguita una forte penalizzazione del prezzo che ha raggiunto livelli talmente bassi (circa 4 centesimi al kg) da non coprire nemmeno i costi di produzione. Si rileva che il danno stimato nella sola provincia crotonese ammonta a circa 4 milioni di euro, dove a fronte di una produzione di circa 800.000 quintali, il 60 % della produzione è rimasta sul terreno a marcire.
In più vi è l’aggravante che il prossimo anno – ricorda Confagricoltura Calabria – cambierà il regime di pagamento degli aiuti ed è quindi probabile che le scelte colturali dei produttori saranno conseguenti agli esiti di questa campagna. Occorrerà quindi fare in modo che i comportamenti del sistema industriale non condizionino l’erogazione dell’aiuto accoppiato, eliminando i limiti sulla produzione minima consegnata attualmente in vigore». L’organizzazione degli imprenditori agricoli sottolinea quindi l’urgenza «di una precisa strategia di intervento istituzionale a tutela delle aziende produttrici di pomodoro, già alle prese con una pesante crisi economica che sta conducendo molte di esse alla definitiva chiusura».

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