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DALLE pagine del Financial Times alle colonne del New York Times: la nuova immagine di una Basilicata tutta da scoprire, dopo aver conquistato gli spazi della stampa inglese, sbarca anche Oltreoceano. La Lucania, fino a ora sconosciuta a molti, diventa meta di migliaia di visitatori virtuali. Merito delle potenzialità della rete. Ma soprattutto delle caratteristiche che rendono unica questa regione. Natura, relax, tradizione e cucina, scriveva di recente il giornalista Finanzial Times. Il quotidiano newyorkese, ritorna su queste indiscusse qualità del territorio mettendo in risalto un altro aspetto: lì dove una volta predominavano povertà e miseria oggi fiorisce la ricchezza. “Luxury Transforms Caves Into Hotels” è il titolo dell’articolo (http://travel.nytimes.com/2010/11/21/travel/21basilicata-next.html?partner=rss&emc=rss Leggi l’articolo…) a firma di Gisela Williams: ovvero, il lusso trasforma le grotte in hotel. La notizia è stata ripresa anche dal blog lucano www.tracieloemandarini.blogspot.com curato da Giuseppe Melillo. La giornalista che narra in prima persona il suo arrivo a Matera parte dalla descrizione di quello che era la città dei Sassi, fatta di labirinti di grotte, chiese – alcune delle quali risalenti ai tempi dei romani – stradine a zig zag e facciate in pietra scolpita, su un strapiombo, di tufo ingiallito. Narra del suo arrivo nell’albergo del tutto nuovo, denominato Sextantio- Albergo Diffuso Le Grotte della Civita, e dell’incontro con una coppia di anziani che nella hall chiede di visitare che ora corrisponde alla suite numero 10. «Sono nato qui nel 1939», dice l’anziano uomo. Ora la Suite 10 è stata trasformata in una versione magica della caverna di Platone, splendente di luce dorata artificiale che filtra attraverso le finestre piccole, e da illuminazione incassate nelle pareti. Lì dove si trova il bagno di lusso con la vasca da bagno a forma di uovo del design Philippe Starci una volta c’erano gli animali. Ora che alcune delle grotte sono progettati con vasche da bagno Starck e con alte tecnologie per il controllo della temperatura e umidità, alcuni viaggiatori sono disposti a spendere più di 400 dollari a notte per immergersi in una atmosfera incantata di antichità, anche se questo significa fare a meno di TV a schermo piatto o Wi -Fi. Si parla poi del regista Francis Ford Coppola che per la prossima primavera ha in programma di aprire completamente Palazzo Margherita, a di Bernalda, città di origine del nonno che quando parla di questo posto lo chiamava la “Bella Bernalda”. Ford Coppola dice: «E’ difficile scavare un buco nel terreno ovunque, senza scoprire un vaso greco o un coccio antico. Il vino è eccezionale. L’olio di oliva è eccezionale. Il cibo è unico. Ci sono cose che vengono mangiate che sono sconosciute altrove in Italia». Da Bernalda a Terranova del Pollino alla scoperta della cucina di Federico Valicanti e della sua. «Lungo il percorso che si snoda attraverso il Parco Nazionale del Pollino che conduce al paese di Terranova di Pollino – scrive il New York Times – diventa chiaro il perché alcune delle ricette di Basilicata non hanno mai lasciato la zona». La giornalista ricorda quel pasto a base di fette sottili di salumi di maiali che mangiano ghiande nel Pollino, tapparelle, pasta locale a forma di un orecchio, servito con ricotta dura formaggio e scorza di limone, un piatto di capretto arrosto che è stato ispirato da una ricetta medievale, e di maiale, uova e formaggio caciocavallo locale. Sulla lista dei vini Luna Rossa ci sono una decina di vini dell’Aglianico del Vulture, un antico vitigno rosso originario della Grecia, coltivato sulle pendici di un vulcano spento nel nord ovest della Basilicata. Di nuova apertura è il Torre Fiore Hotel, a10 minuti di auto dalla città piccola sulla collina di Pisticci, la cui colazione offre una ricotta di assoluto valore, prodotta da una famiglia locale che si dedica alla lavorazione artigianale di formaggio e ricotta da sei generazioni. Lo chef dell’hotel, a sua volta, utilizza per fare una mousse di ricotta semplice ma memorabile. L’hotel, circondato da fiori selvatici e campi di grano, una volta era una masseria (una casa colonica con mura fortificate tipiche del sud Italia), costruita da un ricco proprietario terriero. Ora è un sogno realizzato dal proprietario, Giovanni Giannone, che era nato a Pisticci, ma emigrato a Toronto.

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