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Si è svolta nella Prefettura di Reggio Calabria una riunione di coordinamento delle forze di polizia, presieduta dal prefetto, Luigi Varratta, nel corso della quale, tra l’altro, si è parlato delle rapine ai danni di cacciatori.
Alla riunione ha partecipato il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, insieme ai vertici della Questura, dei carabinieri, della Guardia di finanza e del Corpo forestale dello Stato.
«Il fenomeno delle rapine ai danni di cacciatori – è detto in un comunicato della Prefettura – ha fatto registrare nelle ultime settimane una recrudescenza culminata domenica scorsa nell’assassinio di un uomo che praticava attività venatoria nelle campagne di Cittanova. Con riguardo a tale efferato episodio si è preso atto che sono in corso intense attività investigative da parte dei carabinieri volte all’individuazione dei responsabili».
In merito alla prevenzione ed al contrasto delle rapine ai cacciatori «si è stabilito – si afferma ancora nella nota – di intensificare i servizi di controllo del territorio in base ad un piano coordinato che prevede l’impiego di personale delle forze di polizia e del Corpo forestale dello Stato anche con il supporto di elicotteri e di reparti specializzati nello svolgimento di operazioni in ambiti territoriali caratterizzati da difficile accessibilità».
Il Prefetto di Reggio ha dato indicazione ai vertici provinciali delle forze dell’ordine e al C.F.S. di formare un tavolo tecnico nel quale coordinare i servizi già in atto, per svolgere un’efficace azione di prevenzione al fenomeno delle rapine ai cacciatori.

Il CASO GIOVINAZZO
Domenica scorsa un giovane cacciatore era stato ucciso da alcuni malviventi che volevano proprio sottrargli l’arma. E sul piano delle indagini ieri è stata trovata, nelle campagne di Cittanova, la Fiat Panda utilizzata per fuggire dagli assassini di Antonio Giovinazzo, di 35 anni, ucciso domenica mattina in una zona di campagna di Polistena nel corso di una rapina ad un gruppo di cacciatori. L’auto è stata inviata ai carabinieri del Ris di Messina che dovranno accertare se vi siano sulla vettura delle tracce o le impronte digitali degli autori dell’omicidio. Giovinazzo era in auto insieme ad un amico ed era seguito dalla Panda con a bordo altri tre cacciatori. Alcuni banditi hanno cercato di fermare le auto per impossessarsi dei fucili, ma Giovinazzo, forse perchè non si è reso conto di quanto stava accadendo, ha proseguito la marcia. Un rapinatore ha sparato un colpo di fucile caricato a pallettoni, uno dei quali ha raggiunto l’uomo alla testa uccidendolo sul colpo. Subito dopo i banditi hanno bloccato la Panda e dopo essersi impossessati dei fucili dei cacciatori sono fuggiti con la stessa vettura.

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