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La Procura generale di Catanzaro ha presentato un ricorso per Cassazione sulla condanna all’imprenditore Antonio Saladino, condannato in primo grado a due anni di reclusione nel processo Why Not sui presunti illeciti nella gestione dei fondi pubblici. Saladino è stato condannato per il reato di abuso al termine del processo con rito abbreviato che si è concluso il 2 marzo scorso dinanzi al giudice per le udienze preliminari, Abigail Mellace.
Il ricorso della Procura generale riguarda principalmente la concessione delle attenuanti generiche che hanno poi determinato la condanna a due anni. I sostituti procuratori generali, Eugenio Facciolla e Massimo Lia, nel ricorso, sostengono che le attenuanti generiche non andavano concesse. La Procura generale contesta anche la pena base, ritenuta troppo bassa, dalla quale il giudice è partito per poter poi arrivare alla condanna inflitta.
Sul ricorso per le assoluzioni decise dal Gup al termine del processo abbreviato, i termini scadono dopodomani. Il due novembre scorso la Procura generale ha presentato il ricorso per i proscioglimenti decisi nell’udienza preliminare. Nell’udienza preliminare sono state prosciolte 17 persone e rinviati a giudizio 27 indagati. Il processo per questi ultimi proseguirà a gennaio del 2011. Il dibattimento con rito abbreviato si è invece concluso nel marzo scorso con otto condanne, tra cui quella di Saladino, e 34 assoluzioni.

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