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I carabinieri di Catanzaro hanno scoperto 32 quintali di fuochi pirotecnici, in tre furgoni. Uno era parcheggiato per strada nel centro abitato di un centro della Presila. Due persone che detenevano il materiale sono state denunciate.
Un sequestro imponente, anche per via della pericolosità del materiale rinvenuto. Si tratta, infatti, di fuochi artigianali e di quarta e quinta categoria; i primi assolutamente illegali, i secondi destinati al commercio per i soli titolari di licenza e nei negozi autorizzati.
Nel corso di diverse perquisizioni, che hanno interessato il territorio di competenza, i militari dell’Arma, assistiti dagli artificieri, sono arrivati all’individuazione dei tre furgoni, uno parcheggiato per strada a Taverna, gli altri due in una casa di costruzione ad Albi. All’interno i trentadue quintali di botti, ammassati senza alcuna accortezza. L’identificazione dei proprietari ha portato a due uomini, uno dei quali in possesso di una regolare licenza e con un deposito di fuochi in regola, ma con tutto l’altro materiale tenuto nei mezzi. Le generalità dei denunciati non sono state rese note, mentre il materiale è stato sequestrato, catalogato e trasportato al Comando provinciale dell’Arma prima di essere distrutto.
Nel corso di una conferenza stampa che si è svolta questa mattina nella sede dei carabinieri di Catanzaro, il tenente colonnello Giorgio Naselli, comandante del Reparto operativo provinciale, ha evidenziato «la pericolosità del maneggio di questo genere di fuochi per due motivi: il primo è che molti di questi sono completamente illegali, il secondo è che gli altri pezzi possono essere venduti solo a persone autorizzate e conservate con accorgimenti previsti dalla legge».

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