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PARTO dalla fine: l’unica vittima di questa paradossale e grottesca situazione è il Potenza. Sono i suoi tifosi e quanti avevano iniziato a credere che il vento fosse cambiato. Invece no, c’è da soffrire tremendamente. C’è da augurarsi che sia tutto un incubo e che la soluzione al problema si trovi prima possibile. Certo è che da queste parti, pur avendole viste tutte, questa ci mancava: in genere i presidenti del Potenza si lamentavano di essere rimasti soli. Oggi accade che ci si lamenta di essere in compagnia. Cattiva, ma pur sempre compagnia. Io non sopporto te, tu non sopporti me. 

Ma finiamola per cortesia: esca fuori la ragionevolezza e si evitino figuracce come quella andata in onda in radio lunedì pomeriggio. Non si può credere che Grignetti dia le dimissioni e il cognato Saponara faccia il diavolo a quattro inventandosi una ratifica e lamentandosi di non aver visto i soldi di Corvezzo. Perchè allora Grignetti non ha cacciato Notaristefani e il suo gruppo? La risposta la dà lo stesso presidente nel suo comunicato: perchè non ce la fa economicamente da solo (per inciso, a questo punto non è da escludere che possa essere chiesta una mano a qualcuno – il nome dell’amico Benedetto e di Zaza sono sempre in voga di questi tempi) e il gruppo Notaristefani avrebbe fatto comodo.

Evidentemente, però, Notaristefani vuole gestire in prima persona perchè – lo ha detto lui stesso – non condivide le uscite di Grignetti. E di episodi di recente ce ne sono stati tanti, il più grave dei quali è certamente una telefonata di allerta a mister Squicciarini per farlo essere pronto alla sostituzione di Giacomarro, episodio venuto fuori il sabato prima della sfida con la Scafatese. Per tacere di altre figuracce.

Adesso si deve avere solo la coscienza e la responsabilità di non buttare a mare quanto fatto vincendo il campionato di Eccellenza e tornando in D. Grignetti e la sua famiglia facciano capire chiaramente cosa vogliono. Notaristefani lo ha già detto chiaramente: non lo vuole più tra i piedi ed è disposto ad assecondare una richiesta già ricevuta, ossia sostituirle il patron nella firma per la fideiussione. Il programma almeno triennale ce l’ha e la possibilità di ingradire la società pure, ha detto.

Come cronisti a noi non resta che registrare quanto accade. Se resterà Grignetti lo faccia con cognizione di causa e con un programma, provando a superare tutti i limiti nella gestione calcistica che l’inesperienza a questi livelli ha messo in rilievo in maniera tremenda. Ma se quelle dimissioni davvero sono irrevocabili, si metta da parte subito, per non far sfuggire a Potenza la possibilità di aprire un nuovo corso societario, dando per buone le intenzioni di Notaristefani e la sua capacità di aprirsi alla città, come altri non hanno saputo fare. E soprattutto non si preoccupi di avere garanzie dalle persone che lo sostituiranno: se avrà ragione o torto potrà dirlo solo il tempo.

E per prendere una decisione saggia di tempo  ce n’è davvero poco.

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