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Conta e riconta, tre cosette inesplorate

Basilicata

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Rimuginando sul voto regionale lucano del 17 e 18 novembre ci sono ancora un paio di cosette inesplorate che potrebbero avere un qualche interesse.
L’affluenza reale, cioè il voto espresso con l’indicazione (senza quindi considerare nulle e bianche) è del 43,38%  (a fronte del 47,60% dell’affluenza) e sta giusto al centro della forbice che con spavalda guasconeria indicammo alle 15.12 del 18 novembre (43-44%). Non aggiunge niente ma è un altro 4 per cento che va aggiunto al conto generale dell’andata a mare in un giorno di autunno. E senza che questo significhi nulla, l’attuale governatore è stato votato dal 25,9 per cento dei suoi amministrati.La forbice aperta
Il vacuo centrodestra. Vacuo nel senso che è rimasto senza voti. Oltre al flop del candidato presidente e delle liste collegate (rispetto al 2010 sono spariti altri 36.589 voti!) è da segnalare che l’insieme delle altre liste e l’insieme degli altri candidati presidenti ha superato coalizioni e candidato destrorso. E che il centrodestra lucano ha appena un terzo dei voti dell’Invincibile Armata nel momento della sua peggiore performance.
I pentastellati hanno convinto solo gli ultrà. Se, infatti, si guardano i flussi in uscita della corposa torta a disposizione 92.949 voti, solo 21.219 sono andati al M5S (risultato ben lontano dai 75.258 voti delle politiche di febbraio 2013). Un po’ poco, più o meno il 23% di quel piatto. Che evidentemente ha giudicato pure i pentastellati inadatti alla bisogna, come il resto della compagnia.

Rimuginando sul voto regionale lucano del 17 e 18 novembre ci sono ancora un paio di cosette inesplorate che potrebbero avere un qualche interesse.

1) L’affluenza reale, cioè il voto espresso con l’indicazione (senza quindi considerare nulle e bianche) è del 43,38%  (a fronte del 47,60% dell’affluenza) e sta giusto al centro della forbice che con spavalda guasconeria indicammo alle 15.12 del 18 novembre (43-44%). 

Non aggiunge niente ma è un altro 4 per cento che va aggiunto al conto generale dell’andata a mare in un giorno di autunno. E senza che questo significhi nulla, l’attuale governatore è stato votato dal 25,9 per cento dei suoi amministrati.

 

2) Il vacuo centrodestra. 

Vacuo nel senso che è rimasto senza voti. Oltre al flop del candidato presidente e delle liste collegate (rispetto al 2010 sono spariti altri 36.589 voti!) è da segnalare che l’insieme delle altre liste e l’insieme degli altri candidati presidenti ha superato coalizioni e candidato destrorso. 

E che il centrodestra lucano ha appena un terzo dei voti dell’Invincibile Armata nel momento della sua peggiore performance.

3) I pentastellati hanno convinto solo gli ultrà. 

Se, infatti, si guardano i flussi in uscita della corposa torta a disposizione 92.949 voti, solo 21.219 sono andati al M5S (risultato ben lontano dai 75.258 voti delle politiche di febbraio 2013). Un po’ poco, più o meno il 23% di quel piatto. 

Che evidentemente ha giudicato pure i pentastellati inadatti alla bisogna, come il resto della compagnia.

 

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