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L'aut aut delle primarie
Cd le impone per stare col Pd

Basilicata

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di SARA LORUSSO - SE c’è un punto su cui Centro Democratico non sembra disposto a fare un passo indietro, sono le primarie per la scelta del candidato sindaco di Potenza. A dirla tutta, almeno nel centrosinistra, sembrano tutti disposti a scegliere il candidato giusto con la competizione popolare.

Da tempo è aperto - almeno a livello formale - un tavolo tra gli alleati in vista della prossima corsa a Palazzo di città. Quello che ancora non è chiaro è il perimetro che avrà la coalizione.

All’interno dello stesso Pd sono diversi i nomi in circolazione tra quanti aspirano o vengono segnalati per la poltrona di primo cittadino. L’accordo, però, sembra un traguardo molto lontano. Diversi tra gli uscenti, consiglieri e assessori, si propongono in lizza, da Federico Pace a Tonino Pesarini. Nel frattempo, complice un dialogo serrato nell’area cattolica anche fuori dal Pd, continuano a rimbalzare  nomi di esponenti di garanzia: nelle ultime settimane più volte si è discusso della suggestione Tonio Boccia. Archiviata l’ipotesi di un  parlamentare - il chiacchiericcio si era spostato dal senatore Salvatore Margiotta al deputato Vincenzo Folino - la conferenza territoriale delle donne Pd lavora anche all’ipotesi di una candidatura femminile.

In realtà anche altre esperienza, a partire da un comitato nato dal basso e  trasversale, stanno costruendo un percorso cittadino che porti a una candidatura di genere.

Con così tanti fronti aperti nello stesso schieramento, la primarie potrebbero essere quasi una strada risolutiva.

«La scelta del sindaco di Potenza - scrivevano ieri dal coordinamento cittadino di Centro Democratico - non può non passare che dalle primarie di coalizione se non si vuole evitare un pericoloso fuggi-fuggi generale e lasciare tutti in libertà con i rischi connessi». Obiettivo di partecipazione e strategia di sopravvivenza. «Anche per rispondere alle provocazioni che ambienti politici interessati ad un pericoloso gioco al massacro da un lato e a un regolamento di conti interni dall’altro, manda in avanscoperta nomi, personalità carismatiche ed autorevoli del passato o alimenta scontri tra consiglieri ed assessori attuali, con il solo obiettivo di bruciarli e darli in pasto alla comunità cittadina».

Del resto, dopo aver utilizzato il metodo per scegliere il presidente della Regione e i parlamentari, non farvi ricorso per il sindaco significherebbe tornare indietro. «La città di Potenza ha bisogno di risentirsi connessa ai suoi bisogni ed utilizzare le migliori energie ed esperienze acquisite sul campo». Meglio se attivando un ampio dialogo con associazioni, movimenti, esperienze sociali. 

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