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La latitanza del pensiero
e la bellezza dei sogni collettivi

Basilicata

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di GIANPIERO IUDICELLO* - “Cogito ergo sum”, diceva Cartesio secoli fa. Quello che sembra mancare alla politica oggi è proprio il pensiero. Il pensiero è visione, pensiero significa avere un’idea chiara della società che vogliamo e sapere individuare le azioni da mettere in campo per cercare di trasformarla e migliorarla.

Consumiamo a ritmi da record primarie, congressi, elezioni amministrative e politiche senza che ci sia un confronto sulle idee, sul merito delle questioni da affrontare, su quale modello di società vogliamo e su quali principi deve essere fondata; tutto sembra ridursi a lotte di potere, a quale dei candidati ci piace o ci conviene di più. Si parla troppo poco di contenuti e di dove e come modelli culturali, principi, modi di pensare e di stare con gli altri nascono e si trasmettono.

La latitanza del pensiero è figlia della riduzione della politica a guerre di filiera o personalistiche, ma queste guerre producono solo soldati senza pensiero (che alla prima occasione si dimostrano inadeguati), e una comunità che non è pensata, immaginata, sognata, a lungo andare finisce per morire.

La latitanza del pensiero è figlia della genetica degli italiani, di quello scarso senso di libertà e di responsabilità di cui parlava anni fa Flaiano, della tendenza a lasciar correre ed abbozzare fino a che non si ha l’acqua alla gola.

A questo stato di cose ha contribuito non poco il modello culturale che ci è stato propinato negli ultimi venti anni, un modello che ha fatto pensare ai giovani che è più facile prendere le scorciatoie che faticare, che andare in tv a far vedere quanto si è belli senza saper fare nulla è via piu comoda rispetto allo studio e all’onere faticoso del pensiero.

Trionfa il massimalismo superficiale massmediatico e la mediaticità è diventata la natura stessa della politica, ridotta a spot, comunicazione, show.

Nei prossimi mesi noi del Partito Democratico saremo chiamati a scegliere il nuovo Segretario regionale e Sindaco e squadra che amministreranno la nostra città. Io spero che il nuovo Segretario sia il segretario di tutti, che abbia a cuore il partito, che sappia dargli un’anima, che abbia come unico scopo quello di rigenerare la comunità politica che avrà l'onore di rappresentare facendo sentire i militanti padroni di casa e non passanti. A Potenza dovremo scegliere il Sindaco e la nuova squadra che guiderà questa città. Sono tempi difficili, sul comune pesa un debito storico che non si può ignorare e chi si troverà ad operare lo farà in un contesto difficile.

Ci sarà bisogno di serietà e rigore, si dovrà fare di tutto per razionalizzare i servizi e costruire una sano rapporto qualità/costo, Occorrerà stabilire un rapporto dialettico e costruttivo con la Regione mettendo al centro della discussione politica il ruolo della città capoluogo, erogatrice di servizi alla intera comunità regione. Ma tutto questo non basterà. La cosa più importante che si deve fare è a mio parere dare a questa città un’anima, risvegliare gli entusiasmi e il protagonismo dei cittadini, chiamare tutti a sentirsi attori. Consiglierei al nuovo sindaco di elaborare una strategia che metta a sistema le energie potenziali intorno al tema della qualità della vita. Le risorse economiche sono poche, ma in città ci sono le risorse umane, professionali e imprenditoriali che, se messe a sistema, possono contribuire a fare un piccolo rinascimento. Il politico non deve pensare di fare da solo quello che i cittadini possono fare meglio di lui; il politico deve indirizzare, guidare, ma poi si va avanti sono se sulla barca tutti remano convintamente nella direzione che, insieme, si è scelta.

La politica, se si vuole salvare, deve recuperare una dimensione meno politicista e più umana, deve essere più vicina alla vita delle persone e ispirarsi meno alla televisione; la politica deve riscoprire la fatica del pensiero e la grande bellezza dei sogni collettivi, quei sogni che nascono guardando negli occhi le persone e poi camminano sulle gambe di tanti e non di pochi, magari chiusi in una stanza. Il nostro impegno deve andare in questa direzione.

* segretario PD Potenza

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