Salta al contenuto principale

Il dissesto
è nel piano di trasporto pubblico

Basilicata

Tempo di lettura: 
3 minuti 47 secondi

PENSO che qualsiasi cittadino comune, alla luce di quanto sta succedendo nella città, come conseguenza degli inevitabili tagli dovuti al dissesto finanziario del Comune, si sarebbe aspettato una levata di scudi della popolazione per la soppressione di alcuni servizi essenziali, tra i quali quello del trasporto urbano ed extra –urbano e invece non è successo niente: la città è rimasta ferma e muta come se nulla fosse accaduto.
Si sono mossi, ovviamente, i dipendenti delle scale mobili perché con la loro parziale chiusura, hanno perso il posto di lavoro, si sono mossi i cittadini delle contrade, perché con la soppressione delle corse di collegamento con la città, molti di loro hanno perso l’unico modo per poterla raggiungere; per il resto silenzio assoluto.
Mi sorgono spontanee alcune domande: stanno zitti e muti per rassegnazione? Perché all’improvviso sono diventati cittadini modello e sono disposti a qualsiasi sacrificio per rimettere in sesto le casse comunali?
O perché hanno realizzato che, tutto sommato, non hanno perso granchè in termini di servizi? Come è possibile che si passi da un piano trasporto da 2 (due) milioni e mezzo di chilometri ad euro 4,30 per ogni chilometro percorso, ad un altro da 1 milione e 300 (trecento) mila chilometri ad Euro 3,20 a chilometro, senza generare sussulti di nessun tipo? Forse il piano precedente era mastodontico solo per l’entità della somma messa in campo, visto che la sua soppressione sembra non aver arrecato disagi, almeno all’interno della città? I comitati di quartiere che sono nati per recepire i bisogni della gente, per poi presentarli alle autorità competenti, è da molto che non battono un colpo, o per lo meno io non li sento… ed i consiglieri comunali (tutti) non si sono visti in mezzo alla gente, tranne uno che si è astenuto sul nuovo piano ed ha avuto il coraggio di presentarsi; ma ora, lungi da me tutti questi assilli, e veniamo al dunque.
Si sono fatti sentire, eccome, i cittadini delle contrade di Potenza, che dalla sera alla mattina si sono visti tagliati fuori dalla possibilità di poter raggiungere la città. E’ su questa parte di popolazione del territorio comunale che vorrei focalizzare la mia attenzione.
Io penso che qualsiasi piano di intervento, teso a razionalizzare e a ridurre le spese dei servizi erogati, pur in un momento così buio per la città, dovrebbe intaccare di più il disagio, per ragioni oggettive, lo vive meno e invece… pare che sia avvenuto esattamente il contrario! Martedì mattina, 24 marzo, studenti e cittadini comuni, provenienti dalle zone rurali, si sono riversati numerosi in via Nazario Sauro, presso la sede dell’assessorato ai Trasporti. Dopo le 10, l’assessore Bellettieri si è presentato ed ha ascoltato le ragioni della protesta. Quando ha preso la parola, ha affermato di essere contento che tanta gente si fosse mobilitata, perché così potrà chiedere con più forza un supplemento di fondi alla Regione Basilicata, per poter ripristinare parte delle corse soppresse nelle contrade.
Questa proposta, i cittadini delle contrade, non l’hanno presa bene: legare il ripristino delle corse extra –urbane, essi argomentano, ad un eventuale nuovo contributo regionale, vorrebbe dire considerare i cittadini di tali zone un’appendice della città, proprio come un’appendice dei contributi richiesti alla Regione ma essi si sentono parte integrante della città con uguali diritti ed uguali doveri.
Pertanto, sempre codesti cittadini, ritengono che già con i fondi che adesso il Comune dispone, deve porre rimedio alle storture del piano a cui è concesso solo il beneficio della buona fede, per come è stato redatto.
Se poi i cittadini della città, in tutte le loro componenti, si dovessero mobilitare per chiedere ulteriori contributi da destinare al miglioramento del piano trasporti generale, allora la gente delle zone rurali sarà disponibile a fare la propria parte di cittadini attivi, responsabili, pronti a lottare per il bene comune della città intera. Insomma questi cittadini, che appena venticinque anni fa hanno comunicato ad usufruire di un trasporto pubblico prima concesso a singhiozzo e poi finalmente diventato accettabile, ora che gli è stato tolto quasi del tutto, forse più di qualche ragione per protestare ce l’hanno. Forse (e senza forse) meritano, in questa fase, non solo la considerazione di tutta la città, ma soprattutto tutto il suo sostegno.

*Componente del comitato spontaneo per le zone rurali

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?