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...in viaggio

Basilicata

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1 minuto 45 secondi

Che vita difficile quella del pendolare! Perennemente in sospeso tra un bus che arriva e l’altro che parte.  Sempre divisi: da una parte la casa dall’altra il lavoro, o il piacere o il dovere. E’ una vera condanna:  ti manca sempre qualcosa, non ti senti mai nel posto giusto. Quando si è da una parte vorresti essere dall’altra e viceversa.  L’unico vero momento di tregua è il viaggio verso casa (e ritorno): una sorta di limbo, un non -luogo in cui trovano spazio i pensieri... Pensieri pendolari che durano giusto il tempo di una corsa. Arrivano sparsi o tutti insieme come i passeggeri  che si accalcano alla fermata per non restare in piedi. Alcuni viaggiano su binari morti,  silenziosi e quasi clandestini. Impalpabili come i sogni. Altri sono concretissimi del tipo “ Stasera un brodino e via, e la cena è a posto senza correre al supermercato!” o “Devo fare subito la lavatrice sennò domani mattina addio mutande” : sono quelli che assicurano la sopravvivenza. Altri  ancora sono fugaci,  ti attraversano la mente veloci come quegli autobus che non riesci ad acchiappare se arrivi un attimo dopo alla fermata. E’ uno sguardo o una faccia curiosa a suscitarli, o un pezzo di conversazione carpita da ignari passanti, incrociati per caso per strada. Come gli accessori per le donne, pur non essendo necessari, sono indispensabili per dare quel tocco in più alla giornata. E poi ce n’è uno fisso  che, come un bagaglio ingombrante, non ti abbandona mai  tutte le volte che le porte automatiche si spalancano davanti a te, come braccia aperte pronte ad accoglierti a bordo: “Perché a me? Cosa ho fatto di male per meritarmi una simile condanna?” E  mentre continui a cercare una risposta che non c’è, la transumanza continua …  Schopenhauer non me ne voglia,  la verità è che per me la vita non è che un pendolo che oscilla tra Matera e Ferrandina.

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