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Cosenza, denuncia i violentatori
e viene stuprata nuovamente

Basilicata

La vittima si era rivolta il 19 marzo scorso a Padre Fedele Bisceglia, il religioso fondatore dell’oaesi francescana cosentina, per essere accompagnata in ospedale

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I Carabinieri della stazione di Cosenza principale hanno fermato un romeno di 29 anni, Joan Ciucurean, per violenza sessuale aggravata, lesioni personali e furto aggravato. Il giovane, da poco giunto in città, avrebbe violentato una donna, sua connazionale, di 48 anni. Il fatto sarebbe avvenuto il 18 marzo scorso, probabilmente per una vendetta.
La donna infatti, nel febbraio dell’anno scorso, aveva denunciato due uomini per violenza sessuale; un marocchino di 37 anni Echi Chercki Said che, ubriaco, la derubò del suo telefonino e la trascinò in un capannone, dove la vittima fu segregata per 10 giorni, subendo varie violenze. Poi la donna fu portata via al suo aguzzino da un romeno, Tanase Marin, 35 anni. Questi si era proposto come suo salvatore ed invece la segregò e violentò, trattenendola sotto un ponte del centro storico di Cosenza, nel più assoluto degrado.
La donna era riuscita però a scappare e a denunciare tutto ai Carabinieri, che ricostruirono la vicenda e inchiodarono i due responsabili. La settimana scorsa è iniziato il processo contro. Ed è qui che sarebbe entrato in gioco il ventinovenne, che ha dei precedenti per furto in Romania. Forse – è il sospetto degli inquirenti – per vendicare i suoi amici, anche lui avrebbe violentato la donna.
La vittima, completamente prostrata, si è rivolta il 19 marzo a Padre Fedele Bisceglia, il religioso fondatore dell’oaesi francescana cosentina, per essere accompagnata in ospedale. Qui i sanitari hanno riscontrato, senza ombra di dubbio, i segni delle violenze subite: una serie di escoriazioni tra le gambe e sui glutei, giudicate guaribili in 10 giorni.
È stato proprio Padre Fedele ad informare i militari e quindi la Procura di Cosenza di quanto accaduto. Da qui la ricerca del giovane. Una ricerca difficilissima, perchè i Carabinieri non avevano alcun indizio per rintracciarlo. Ma, sentendo molte persone della comunità romena in città, sono riusciti ad individuare la sua abitazione, nel centro storico, dove hanno anche trovato il telefono cellulare che aveva sottratto alla vittima dopo la violenza. Il giovane è stato dunque fermato, proprio mentre stava per lasciare la città per andare a lavorare come muratore a Corigliano Calabro.

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