Salta al contenuto principale

Dirty Investiments 2. Nel crotonese, inflitto nuovo
colpo ai patrimoni delle cosche

Basilicata

La Squadra Mobile di Crotone sequestra beni per oltre otto milioni ai clan

Tempo di lettura: 
1 minuto 32 secondi

Nuovo duro colpo ai patrimoni delle cosche. Questa volta gli uomini della Polizia di Stato hanno sequestrato ville, terreni, conti correnti bancari, aziende. Le indagini patrimoniali effettuate sul tenore di vita degli indagati nell'ambito dell’operazione «Perseus» e dei loro familiari avrebero consentito di accertare la riconducibilità dei beni a Vito Mazzei, di 34 anni, elemento di spicco della cosca Megna, ed a Roberto Bartolotta, di 46, parente di Pantaleone Russelli, ritenuto capo indiscusso dell’omonima cosca.
Tra i beni sequestrati un distributore, negozio di abbigliamento, una villa in costruzione, magazzini, un terreno e conti correnti bancari, per un valore complessivo stimato di otto milioni di euro.
«Questi provvedimenti – ha detto il questore, Giuseppe Gammino – confermano pienamente le risultanze investigative nei confronti dei due soggetti, ritenuti elementi di spicco delle cosche locali ma anche l’attenzione riservata dalle forze dell’ordine e dall’autorità giudiziaria nell’individuazione e nel sequestro dei beni riferibili alla criminalità organizzata».
Nel caso di Mazzei i beni sono stati confiscati, mentre quelli nella disponibilità di Bartolotta sono stati sottoposti a sequestro. L’operazione effettuata ieri dalla squadra mobile costituisce, di fatto, la seconda fase dell’operazione «Dirty investment» con la quale, nell’ottobre 2009, sono già stati sequestrati beni per 35 milioni di euro a persone ritenute affiliate alle cosche di Papanice coinvolte nell’indagine antimafia Perseus.
Il vice dirigente della squadra mobile di Crotone Cataldo Pignataro ha detto che «ad appena due anni dall’inizio della faida di Papanice, la risposta giudiziaria è stata immediata, prima con gli arresti già sfociati in numerose condanne e poi con l’aggressione ai patrimoni».
Pignataro ha ricordato che all’interno della squadra Mobile è stato costituito un apposito gruppo di lavoro del quale fa parte anche personale del Servizio centrale operativo e della Divisione anticrimine che si è occupato prevalentemente di individuare i patrimoni delle cosche per arrivare alla loro confisca.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?