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Potenza, l'udienza dinanzi al Tnas
terminata alle 15.30

Basilicata

Sollevate diverse eccezioni. Arbitri in camera di consiglio. Si attende la sentenza per la tarda serata o, al massimo, domani mattina

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Intorno alle 15.30 è terminata l'udienza dinanzi al Tnas. La sentenza è attesa nella tarda serata, dopo che gli arbitri si sono riuniti in camera di consiglio, ma non può essere esclusa l'eventualità di una pronuncia nella mattinata di domani. Fino all'ora di pranzo sono state sollevate eccezioni difensive di carattere procedurale, con le repliche affidate alla Figc. Poi è toccato all'avvocato Chiacchio fare la sua arringa difensiva.

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Ore 10 precise. Il Tnas è dentro gli uffici dello Stadio Olimpico, al di sotto della tribuna Tevere per decidere il destino del Potenza. Fuori dai recinti oltre 100 tifosi, giunti a Roma con un pullman e mezzi privati. sono stati stoppati da un cordone di forze dell'ordine e stanno attendendo sviluppi. Vogliono far sentire la voce di una comunità che vuole opporsi a una sentenza sproporzionata rispetto agli addebiti.
Intanto la difesa del Potenza è durata quasi due ore. Alle 11.50 ha preso la parola l'ufficio legale della Figc. stando a indiscrezioni trapelate dai corridoi romani, si prevedono tempi assai lunghi per determinare una sentenza che potrebbe arrivare anche in tarda serata.

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COSA PUO’ SUCCEDERE Il collegio del Tnas può modificare nel merito quanto deciso dalla corte di giustizia federale. Teoricamente, l’esclusione del Potenza dal campionato può essere confermata, ma anche tramutarsi in una forte penalizzazione. Significherebbe retrocessione, una sanzione congrua. In realtà vanno però evitate facili illusioni: il tribunale arbitrale difficilmente smonta quanto deciso in precedenza. Servirebbe un miracolo. Ancor più difficile è l’ipotesi della sospensiva degli effetti della condanna federale, anche se il Potenza ci metterebbe la firma: vorrebbe dire far scendere in campo i rossoblu sabato contro la Reggiana, discutere sull’eventuale recupero della gara di Foggia e garantire la regolarità del campionato fino alla fine. Poi in estate (magari con una salvezza acquisita sul campo, ndr) si andrebbe a giudizio.

I PROTAGONISTI Il tribunale arbitrale – primo grado di giudizio esterno alle federazioni – è ospitato dal Coni, che nomina i giuristi abilitati ma non interviene direttamente nel contenzioso. La decisione spetterà ai tre arbitri (Zaccheo, Frosini e Benincasa), tutti avvocati e professori universitari di prestigio. Sono in numero dispari per consentire una teorica decisione a maggioranza, anche se di solito il verdetto è unanime. Il regolamento del Tnas nella prima udienza imponeva il tentativo di conciliazione tra le parti, ovviamente fallito. Stamani le difese avranno modo di esporre oralmente le memorie, depositate entro il termine massimo della giornata di ieri. Il Potenza è assistito dall’avvocato Edoardo Chiacchio, che si avvale della collaborazione di Michele Cozzone, Francesco Di Ciommo e Monica Fiorillo. La Federcalcio, chiamata a difendere una sentenza (abnorme) del suo massimo organo giudicante, sarà rappresentata dagli avvocati Galavotti e Mendugno. Due pesi massimi dell’ufficio legale di via Allegri. In virtù dei termini d’urgenza che la questione impone, si arriverà ad una decisione già stasera.

LA STRATEGIA La memoria in difesa del Potenza è stata costruita sulla base delle motivazioni che la Figc ha addotto per l’esclusione dal campionato. Chiacchio e i suoi collaboratori tenteranno di smontarle punto per punto. Si parte dalle eccezioni procedurali sulla tempistica del ricorso del grande accusatore Palazzi, che in questa sede non comparirà. Ma il pool di avvocati ha pronti soprattutto numerosi rilievi nel merito, per contestare gli “elementi nuovi” che la corte ha ritenuto fondati nell’ammettere la revocazione. Si tenterà nuovamente di dimostrare l’inattendibilità dei testimoni, Lopiano e De Angelis, sottolineando la contraddittorietà di alcune dichiarazioni da loro rese all’Antimafia del tribunale di Potenza. Ma sono anche altri i “noviter reperta” contestabili: viene richiamato in causa il pagamento sospetto di somme di denaro da Postiglione ai calciatori esclusi dalla formazione iniziale in Potenza – Salernitana (De Cesare, Cuomo e Cammarota), ma in sede di Commissione Disciplinare la difesa del Potenza riusci’ già a dimostrare per queste transazioni la natura di rimborsi spese. Le motivazioni della corte rimandano anche al contenuto di una telefonata tra l’allora allenatore Arleo e un altro interlocutore, che i carabinieri individuano come un giornalista (addetto ai lavori, quindi tendenzialmente attendibile) facendosi ingannare da un caso di omonimia. Il presunto giornalista, parlando di Postiglione, si rivolge all’ex allenatore con la battuta: “evidentemente ha finito tutti i soldi della Salernitana”. Ma l’allegato 171 dell’informativa in questione dimostra che la telefonata è partita da un’utenza degli uffici della regione Basilicata, dove lavora un semplice tifoso che con il giornalista ha in comune soltanto il cognome. Un errore dei carabinieri che non è stato mai corretto. Ultimo appiglio, non meno rilevante: la responsabilità diretta in capo alla società non è più doppia, non essendo stato ammessa la revocazione per il dirigente Giuzio. Non si punta certo all’assoluzione, ma rimanere in vita è un’aspirazione legittima. E’ ciò che vogliono i tanti tifosi partiti nella notte in direzione della capitale, per far sentire dall’esterno dello stadio la voce di una città ferita.

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