Salta al contenuto principale

Inchiesta "Cartesio", assessore provinciale
di Cosenza in manette

Basilicata

Pietro Ruffolo del Pd, assessore provinciale alla Pubblica Istruzione è stato arrestato per il possesso di alcuni fucili detenuti illegalmente

Tempo di lettura: 
2 minuti 2 secondi

I carabinieri della Compagnia di Scalea hanno arrestato ieri sera, con l’accusa di detenzione illegale di armi, l’assessore provinciale alla Pubblica istruzione di Cosenza, Pietro Ruffolo, esponente del Pd. In casa dell’amministratore, che è anche assessore al Bilancio del comune di Rende (Cs), i militari hanno trovato due pistole detenute illegalmente. Ruffolo è stato posto agli arresti domiciliari.
Le armi, secondo quando emerge dalle indagini, rappresentavano un eredità del padre. La perquisizione a carico di Ruffolo è stata eseguita nell’ambito dell’inchiesta antiusura denominata 'Cartesio', scattata nello scorso agosto e nella quale Ruffolo sarebbe coinvolto come direttore di un istituto di credito di Belvedere Marittimo. L'operazione della scorsa estate portò alla luce un giro
di usura sul Tirreno Cosentino e all'arresto di 13 persone.

Le indagini
I carabinieri stanno effettuando accertamenti su una serie di transazioni bancarie effettuate, in qualità di direttore di una filiale dell’Unicredit-Banca di Roma, da Pietro Ruffolo che è indagato nell’ambito di una inchiesta su un presunto giro di usura che, nell’estate scorsa, aveva portato all’arresto di 13 persone. L’ipotesi investigativa è che Ruffolo avrebbe applicato dei tassi usurari nei confronti di imprenditori in difficoltà economica che chiedevano dei prestiti e finanziamenti alla filiale di Belvedere Marittimo che dirigeva.
La difesa, invece, sostiene che l’applicazione dei tassi superiori a quelli correnti era motivato dal fatto che c'era un rischio più alto rispetto al normale perchè gli imprenditori erano in difficoltà economica.
Nei confronti di Ruffolo, che ora non svolge più l’attività di direttore di banca, ieri sono state eseguite una serie di perquisizioni a casa e nei suoi uffici per cercare di trovare elementi che dimostrino l’applicazione di tassi usurari. L’attività politico-amministrativa svolta da Ruffolo è completamente estranea all’inchiesta in corso. L’attività investigativa dei carabinieri è coordinata dalla Dda di Catanzaro.

Unicredit
Intanto arrivano alcune precisazioni relativamente al ruolo di Pietro Ruffolo relativamente alla sua carica di direttore dell’agenzia Unicredit di Belvedere Marittimo. L'Unicredit infatti, ha diramato una nota nella quale si afferma che
l'assessore provinciale di Cosenza, non è stato direttore ma ha svolto le mansioni di consulente piccole imprese: «Pietro Ruffolo – afferma Unicredit – non è mai stato direttore dell’agenzia di Belvedere Marittima nè di alcuna altra agenzia del nostro istituto. Non lavora più per il Gruppo da oltre due anni e alle dipendenze di UniCredit ha svolto, come ultimo ruolo, le mansioni di consulente piccole imprese. L'Istituto sta fornendo la propria piena e fattiva collaborazione alle indagini».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?