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Minacciavano i proprietari per avere i terreni
sei arresti nel Cosentino

Basilicata

L'operazione sarà spiegata con ulteriori dettagli in una conferenza stampa presso la Procura della Repubblica di Rossano

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Tentavano di accaparrarsi appezzamenti di terreno minacciandone i proprietari per indurli a lasciare le loro proprietà. È quanto emerge dall’operazione «Terra bruciata» con la quale i Carabinieri della compagnia di Rossano hanno eseguito stamane sei arresti. Secondo quanto emerso, due dei sei arrestati (per cinque sono stati concessi i domiciliari) erano prpprietari di appezzamenti in località «Strigari» della cittadina ionica calabrese e, con l’aiuto degli altri quattro arrestati, esercitavano, attraverso minacce ed intimidazioni, pressioni sui titolari degli appezzamenti vicini. Nel 2009 gli stessi Carabinieri avevano arrestato 4 persone, sorprese con due bombe Molotov in auto, destinate verosimilmente proprio al compimento di intimidazioni contro imprenditori agricoli della zona.

Gli arrestati:
Antonio Mollo, di 65 anni, imprenditore edile, già noto alle forze dell’ordine, il figlio Massimiliano (34), imprenditore edile, i fratelli Giacomo e Giuseppe Acri (27 e 25 anni), incensurati, Stefano Filareto (36) e Mario Tarantino (19), tutti di Rossano. Antonio e Massimiliano Mollo e Giacomo Acri sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alle estorsioni, mentre gli altri tre sono indagati per estorsione. Le indagini sono iniziate nell’aprile scorso, quando i carabinieri, in seguito ad una telefonata al 112, hanno trovato i fratelli Acri, Filareto e Tarantino a bordo di un’auto, in una strada di campagna, con una bottiglia molotov ed una calzamaglia.
I carabinieri hanno intuito che era in atto un tentativo di minaccia ai proprietari terrieri della zona ed hanno proseguito le indagini. Dalle indagini è emerso che i sei stavano tentando di costringere i titolari di quattro terreni confinanti con un fondo dei Mollo, dove sorge l’impresa edile, a cedere loro la proprietà. Antonio Mollo è stato portato nel carcere di Rossano, mentre gli altri cinque sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.

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