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Tifoso ucciso a Torino, arrestato autore di Cariati

Basilicata

Il tifoso interista Rocco Acri, 60 anni, originario di Cariati nel Cosentino, accoltellato a morte Edmondo Bellan, 63 anni, tifoso juventino. Il diverbio è scoppiato in un bar di Torino dopo la partit

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E' finita nel sangue la festa per la vittoria dell'Inter in Champions League. A Torino quello che sembrava un diverbio tra tifosi avversari, uno interista l'altro juventino si è trasformata in tragedia. Un uomo di Cariati Rocco Acri, 60 anni ha accoltellato a morte il tifoso juventino, Edmondo Bellan, 63 anni.
I due avevano seguito nello stesso locale, il Blu Sky di corso Lecce, nel quartiere Parella, la finale che ha sancito la vittoria dell'Inter dopo 45 anni. A fine gara a scatenare la lite, la scritta sulla maglietta indossata dal difensore neroazzurro Marco Materazzi: «Rivolete anche questa?». Una scritta che ironizzava sulla richiesta di restituzione dello scudetto 2005/06, vinto sul campo dai bianconeri ma assegnato a tavolino ai nerazzurri in seguito allo scandalo di Calciopoli. Bellan si è così acceso di rabbia. «Sfotti pure – ha detto l'uomo rivolto allo schermo televisivo dove si vedeva il “Matrix» nerazzurro – ma quella non è una squadra italiana. Che maglietta vergognosa, è un uomo di m..». A quel punto Acri, seduto a un tavolo vicino, gli si è avvicinato e tra i due sarebbero partiti gli insulti per poi passare a spintoni e, pare, anche qualche schiaffo. Il titolare del locale li aveva così allontanati entrambi forse immaginando che la lite sarebbe finita lì, invece la situazione è degenerata. «Adesso te la faccio pagare», ha detto l’interista allo juventino prima di estrarre un coltello a serramanico e scaricargli addosso tre fendenti. Due hanno colpito il tifoso bianconero al costato, uno al braccio sinistro. Inutile la corsa in ospedale, Bellan è morto poco dopo essere arrivato al pronto soccorso. Per l'autore del delitto, reo confesso, questa mattina è scattato l'arresto.

La confessione
«Quando sono andato via quell'uomo era in piedi. Aveva un braccio ferito, questo sì, ma era vivo. È stato lui a mostrarmi il sangue al braccio e mi ha detto "Guarda qui cosa mi hai fatto!. Poi io ho salutato una persona dicendogli che ci saremmo visti il giorno dopo e sono andato via a piedi, verso casa mia. Non immaginavo che quell'uomo sarebbe morto. Sono sconvolto, davvero». Sono queste le dichiarazioni di Rocco Acri, 60 anni, che ha confessato di aver accoltellato a morte Edmondo Bellan, 62 anni, la sera della finale di Champions League tra Inter e Bayern Monaco.
Acri avrebbe affermato di essere intervenuto per sedare una rissa tra la vittima e il titolare del bar e che la vittima successivamente lo avrebbe aggredito fuori dal locale sferrandogli un pugno sul labbro superiore.
Secondo Acri è proprio all'uscita del locale che avviene il tutto: «Credo che quell'uomo sia uscito da una porta sul retro, ma è sbucato in strada e me lo sono trovato di nuovo vicino. Veniva verso di me, agitava le braccia. Mi sono spaventato e ho preso un coltello che avevo in tasca».
Il sessantenne cariatese ha raccontato di avere con se il coltello (arma del delitto) in quanto si trovava in un giaccone che lui usava per andare in campagna e che aveva addosso al momento dei fatti: "Non volevo uccidere nessuno, sventagliavo la lama a destra e sinistra per tenere lontano quell'uomo, invece lui (la vittima) continuava ad avvicinarsi. Urlava frasi concitate, io non sento tanto bene e mi sono spaventato. L'ho preso ad un braccio. Ma mai avrei immaginato di averlo ucciso. È rimasto in piedi, si è toccato la ferita e mi ha urlato "Hai visto cosa mi hai fatto?". Era vivo, ripeto, quando me ne sono andato. A casa sono rimasto ancora un po' sveglio e sono andato a dormire. Non ho detto nemmeno nulla alla mia compagna, perché per me era stata una lite banale».

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